L’Altra Italia: in Sicilia (e non solo) c’è un olio buono e solidale

C’è un olio extravergine di oliva da pochissimi giorni in commercio, frutto dei sapori, delle caratteristiche e dei profumi del Mediterraneo. E si chiama Olio per la pace perché simbolicamente vuole dare un messaggio di integrazione, e ancora di più di concreta solidarietà perché sostiene Medici senza frontiere e il suo operato nelle zone di guerra. A produrlo è il siciliano oleificio Barbera, che nei giorni scorsi l’ha presentato a Vinitaly e Sol&Agrifood, insieme a Coop Alleanza 3.0, che promuove il progetto portando l’olio nei suoi scaffali. (continua dopo la foto)

La storia della nascita di questo olio per la pace la racconta Manfredi Barbera, amministratore unico dell’azienda Premiati oleifici Barbera, una realtà che è sempre “rimasta di famiglia”, come ci tiene a precisare la sua guida; “un’azienda con un cuore artigianale e una mente industriale che coniuga gli obiettivi imprenditoriali con la sostenibilità e il rispetto dei valori”, come dimostra l’aver ottenuto la certificazione SA8000 che identifica, appunto, la responsabilità sociale d’impresa. “Quindici anni fa sono stato promotore di un’aggregazione di filiera, in Sicilia, e quindi della nascita di un consorzio – Cofiol – che si poneva l’obiettivo di mettere insieme tre caratteristiche: buono, pulito e giusto, nell’ottica di unire produttori piccoli piuttosto che inglobarli”, racconta Barbera.

Poi sono arrivati un libro – Olio nostrum – scritto da Barbera e Carlo Ottaviano con la prefazione di Oscar Farinetti in cui si raccontano storie millenarie sull’olio della Magna Grecia, e  l’Expo di Milano: “Volevo portare lì le olive premiate nel mondo e, in segno di integrazione, fare con un frantoio, in loco, un olio che fosse frutto di questi frutti eccellenti”, spiega l’ad dell’oleificio Barbera. Proprio in quel periodo è arrivata una scoperta: “Abbiamo saputo che, vicino Enna, nei pressi di Zagaria, era presente un campo sperimentale, studiato dal Cnr, in cui si coltivavano 400 tipo diversi di alberi di olive; una sorta di Arca di Noè dell’ulivo. Attraverso Cofiol abbiamo siglato un protocollo d’intesa, ‘adottando’ il campo e dal primo raccolto è nato l’olio per la pace, nell’ottobre 2015”. Sono state prodotte 4000 bottiglie da 250 ml donate a papa Francesco che ha deciso di destinarle alla mensa dei poveri..”. Una volta registrato il marchio è nata l’idea di proporre a Coop Alleanza 3.0 di distribuire una bottiglia di olio che  riunisse le eccellenze dei maggiori produttori del Mediterraneo, ovvero Italia, Spagna, Tunisia e Grecia. (continua dopo la foto)

“In questi anni si è parlato spesso male dell’olio estero, ma questa campagna non fa bene a nessuno, perché, innanzi tutto, anche in quei paesi esistono eccellenze, e le contraffazioni e le cose poco serie si fanno anche in Italia. Inoltre – aggiunge Barbera – la nostra produzione non può soddisfare la domanda di olio che esiste, e, in anni come quello trascorso, se non avessimo avuto la possibilità di utilizzare oli da questi paesi, dovremmo condire l’insalata con quello di semi..”.

Un punto, questo, su cui concorda Coop Alleanza con Enrico Quarello, coordinatore Politiche sociali e relazioni territoriali di Coop Alleanza 3.0. Dino Bomben, vicepresidente vicario di Coop Alleanza 3.0, dal canto suo, si sofferma, poi, sulla specificità del progetto: “E’ nel nostro dna essere vicini a progetti come quello che ci ha proposto Barbera, che unisce l’aspetto solidale alla bontà e alla qualità del prodotto, nel quale sono fusi i sapori del Mediterraneo. Allo stesso tempo si rompe un luogo comune sull’olio che proviene da un paese come la Tunisia. Come ha ricordato l’ambasciatore italiano, sono stati romani a portare gli ulivi in quel paese”. Inoltre, aggiunge Bomben, “per noi era importante che la filiera rispondesse alla certificazione Sa8000, e che quindi agisse nel rispetto di tutte le figure coinvolte, garantendo salari equi e non sfruttando le persone”.

Importante anche lo “sforzo” che è stato fatto sul prezzo: “Lo teniamo a 4.99 euro alla bottiglia da 750 ml rinunciando due volte alla marginalità”, spiega Quarello. E da questa cifra, lo 0.50 andrà a Medici senza frontiere (Coop in 15 anni ha devoluto alla Ong quasi 7 milioni di euro). Per adesso l’Olio per la pace verrà distribuito in 60mila bottiglie durante il periodo pasquale ma da Coop Alleanza 3.0 l’augurio è che vada bene e che lo si possa subito dopo rilanciare.