Provato per voi: il profumatore per auto Arexons col solito difetto di principio

Ci sono invenzioni e invenzioni… Alcune hanno determinato il progresso dell’umanità, altre, molto più semplicemente, hanno reso la vita degli uomini un po’ migliore, altre ancora sono un controsenso… Non parliamo, in quest’ultimo caso, dei profumatori per autoveicoli in generale, figuriamoci, caratterizzare il proprio ambiente vitale, anche con degli aromi, è un diritto; può essere piacevole o necessario e – con qualche rischio oggettivo – possiamo dotarci di un qualsiasi dispositivo tra i molti sul mercato… Il problema di principio è che, da tempo, alcuni produttori ci invitano a montare detti emanatori sulle bocchette di ventilazione, pur essendovi altri più opportuni punti di posizionamento…

Scegliere bene la posizione

E qui emerge la questione, che ai progettisti, e specialmente a quelli che progettano gli abitacoli, fa storcere il naso. La progettazione del clima ambientale di un autoveicolo ha un approccio scientifico e, per quanto riguarda i “flussi aerodinamici”, vengono impiegati sofisticati software di “simulazione fluidodinamica”… Si intuisce che l’oggettino posto proprio sulla bocchetta, sebbene a un profano possa apparire la posizione ideale, vanifica in parte gli studi compiuti per migliorare il confort, creando flussi anomali, e di fatto peggiorando il clima dell’abitacolo… È come nel caso di alcuni “spoiler” che, soprattutto anni addietro, dotavano alcune auto sportive, a volte come accessori, producendo solo elevati consumi e nessun beneficio aerodinamico… Insomma l’Arbre Magique, o simile, posizionato nel punto giusto, magari non nel campo visivo del guidatore, è, dal nostro punto di vista, ancora la soluzione più razionale.

Le nostre valutazioni

Arexons, in buona compagnia, insiste, nella breccia aperta in questo fiorente mercato, con

 “Intensity”, proprio un diffusore da installare sulle bocchette. L’oggetto, proposto nel solito blister da scaffale, di plastica e cartoncino (con adesivo prova-aroma), è di una semplicità formale assai rara: una sorta di “quadrilobo”, molto raccordato verso l’abitacolo (ben venga per la sicurezza), in polimero trasparente (con un adesivo per mascherare il foro centrale…), a realizzare due serbatoi riempiti con gel siliconico (9g, contenente il profumo); dall’altro lato, un semplice film d’alluminio, “pretagliato” in mezzeria, e dotato di due presine a “linguetta”; sullo stesso lato, al centro, la sede per l’inserimento della sconveniente clip da assemblare sulla malcapitata aletta. Il funzionamento, base della promozione e del nome stesso, è altrettanto semplice: i due serbatoi possono essere aperti, per esporre all’aria il gel, agendo sulle linguette, sia in tempi diversi che contemporaneamente ciò determina la possibilità di effettuare una sorta di regolazione a due livelli o, in alternativa, la metà del prodotto può essere mantenuta in riserva; invero regolazioni sarebbero possibili anche con un unico serbatoio e con sistemi migliori… sicché l’idea appare almeno discutibile.

Il reale prodotto è però il profumo… proposto in quattro aromi (“Marine”, “Tropical”, “Breeze”, “Nature”, in gel differentemente colorati), è ben documentato nel sito del produttore del gruppo malese Petronas, ove, insieme alla scheda tecnica, per ogni singola variante viene proposta la relativa scheda di sicurezza; tra le varie “frasi di rischio” e altro, sono rilevanti: l’infiammabilità, la possibilità di sviluppare reazioni allergiche cutanee, la necessità di mantenere il prodotto fuori dalla portata dei bambini, l’invito a smaltire adeguatamente e secondo normativa, la nocività a carico di organismi acquatici, tutte informazioni che, in presenza di sostanze chimiche, devono essere tenute in alta considerazione. Circa 3€ il prezzo.