Galenici dimagranti: il ministero si corregge e riammette caffeina, tè verde, aloe

Sui preparati galenici dimagranti stavolta il ministero della Salute fa (almeno un po’) marcia indietro, riammettendo alcune sostanze che aveva vietato.
Ripercorriamo la vicenda: mesi fa il ministero ha vietato la prescrizione e l’allestimento di preparati galenici contenenti una serie di sostanze dimagranti, alcune di uso comune e consolidato come il rabarbaro o il finocchio. A motivare il divieto vi era l’assenza di studi clinici che dimostrassero l’efficacia delle preparazioni e la loro innocuità; alcuni divieti però sono poi stati sconfessati dalle decisioni del Tar cui si sono rivolte le associazioni dei medici e farmacisti galenici; quindi, per fare finalmente chiarezza sulla questione è stato convocato un tavolo tecnico presso il ministero della Salute, che si è riunito il 29 marzo.

IL DIETROFRONT

Il tavolo si è concluso con la firma, venerdì scorso 31 marzo, del provvedimento con cui il ministero “corregge” il suo precedente decreto del 22 dicembre 2016, concernente il divieto di prescrizione di preparazioni magistrali contenenti il principio attivo sertralina e altre disposizioni in materia di preparazioni galeniche a scopo dimagrante.

“Ci siamo battuti affinché questo Decreto venisse modificato – scrive in una nota Eugenio Leopardi, presidente di Utifar (Unione tecnica italiana farmacisti) – e, anche prendendo parte attiva al tavolo convocato dal ministero, noi di Utifar, dopo avere per primi segnalato l’assurdità della legge, abbiamo contribuito ad ottenerne la revisione. Si tratta di una revisione sostanziale, in quanto molte delle sostanze che erano state bandite torneranno ad essere disponibili per essere utilizzate nelle preparazioni che saranno allestite nei laboratori galenici delle farmacie e il farmacista potrà continuare a svolgere la sua attività di preparatore seguendo delle giuste regole che il Ministero ci impone per monitorare questo tipo di prescrizioni”.

CAFFEINA, ALOE E FINOCCHIO “RIABILITATI”

Tra le sostanze riammesse dal nuovo Dm troviamo: aloe, caffeina, cascara, finocchio, guaranà, rabarbaro, tarassaco, tè verde.

Si mantiene invece il divieto per i medici di prescrivere e per i farmacisti di eseguire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti le seguenti 16 sostanze medicinali, singolarmente, in associazione tra loro o singolarmente in due o più preparazioni per il medesimo paziente: acido deidrocolico; acido ursodesossicolico; buspirone; deanolo-p-acetamido benzoato; d-fenilalanina; fenilefrina; fluvoxamina; idrossizina; L-tiroxina; naltrexone; oxedrina (sinonimo sinefrina); pancreatina; sertralina; spironolattone; triiodotironina; zonisamide.

 “IL CONSENSO INFORMATO”

Inoltre per ogni preparazione magistrale contenente qualsiasi principio attivo prescritto a scopo dimagrante, il nuovo Dm stabilisce che il medico indichi espressamente questa finalità nella ricetta, ottenga il consenso informato scritto del paziente al trattamento medico e specifichi le esigenze particolari di trattamento che giustificano il ricorso alla prescrizione estemporanea e le indicazioni d’uso. Il medico prescrittore dovrà anche trascrivere sulla ricetta un riferimento numerico o alfanumerico che consenta di risalire all’identità del paziente senza riportare le generalità dello stesso. Per il farmacista è invece previsto l’obbligo di trasmettere mensilmente tali ricette in originale o in copia alla Asl di riferimento, che a sua volta  dovrà inviarle al Ministero della salute per le opportune verifiche.

LA STRADA DEI RICORSI RESTA APERTA

Il provvedimento ministeriale è un buon punto di partenza per la dottoressa Annunziata Lombardi, farmacista specializzata in galenica, che sottolinea la sua soddisfazione per un risultato “che è frutto di una lotta comune di tutte le associazioni di categoria, che per la prima volta hanno fatto fronte comune contro il ministero. Sono soddisfatta anche della disponibilità ministeriale a riaprire il confronto, dimostrata con la convocazione del tavolo tecnico e auspico che questo tipo di approccio coordinato sia la prerogativa e la base per il futuro”.

Ma se c’è chi si ritiene soddisfatto così, come la Sifap (Società italiana farmacisti preparatori) che in una nota annuncia infatti che il risultato ottenuto “possa, per quanto ci riguarda, mettere fine al contenzioso amministrativo”, c’è anche chi, come la Galenic Scientific Association, sta valutando di continuare la strada dei ricorsi fino ad ottenere l’eliminazione di ogni divieto. “Non possiamo dirci per nulla soddisfatti – ci dice la dottoressa Anna Maria Forenza, presidente della Gsa – perché il ministero si è limitato a sfoltire la lista dei 40 principi attivi finora vietati, togliendo in pratica il divieto solo per gli estratti secchi. Ma restano vietate ancora molte sostanze e, soprattutto, resta il problema di fondo: un preparato galenico a base di bupropione, ad esempio, va bene per combattere il tabagismo per un fumatore; ma se lo stesso preparato lo richiede un soggetto obeso, ecco che il buprione diventa nocivo e non si può dare”. 
“Inoltre – conclude Forenza – noi non conosciamo i motivi che sono alla base di questo decreto “correttivo”. Proprio oggi era in discussione al Tar Lazio il nostro ricorso contro il decreto del ministero della Salute che mette al bando le 40 sostanze. In udienza abbiamo chiesto un rinvio proprio in attesa di vedere la documentazione del ministero e poi valuteremo se continuare l’azione legale già in corso ed eventualmente impugnare anche quest’ultimo provvedimento correttivo”.