Guaranà, virtù (e controindicazioni) dello stimolante dell’Amazzonia

guaranà

Pianta sempreverde dai semi con proprietà stimolanti e dimagranti, il guaranà viene utilizzato per migliorare le prestazioni nello studio e nello sport. Ma ha anche delle controindicazioni

Il guaranà è ricco di caffeina ed è una liana che cresce spontaneamente in Amazzonia, appartenente alla famiglia delle Sapindaceae. I suoi semi, nei paesi d’origine, vengono utilizzati per preparare bevande stimolanti o farine da mescolare a quella di manitoba e alla polvere di cacao. Sono anche alla base della realizzazione di integratori, impiegati in erboristeria e in fitoterapia per i numerosi benefici. Prende il suo nome dal popolo dei Guaranì, originario proprio dell’Amazzonia, che ne utilizza da tempo i semi per produrre bevande. Gli stessi semi sono spesso utilizzati a scopo medicinale in virtù della presenza di caffeina, sostanza che agisce a livello del sistema nervoso centrale, stimolando cuore e muscoli. Oltre alla caffeina, sono presenti molecole analoghe come teofillina e teobromina. Il contenuto di caffeina è notevolmente superiore rispetto al caffè: mentre quest’ultimo ne contiene dalle 600 alle 31mila parti per milione, nel guaranà si parla di 25mila-76mila parti per milione.

La pianta

La pianta del guaranà è una liana legnosa che può raggiungere altezze sino ai tredici metri, appoggiandosi sugli alberi della foresta senza danneggiarli o rimanendo eretta senza sostegni. Presenta una corteccia verde sui rami giovani che diventa marrone sul tronco e sulle ramificazioni maggiori. Le foglie sono alterne a picciolo breve, coriacee, di colore verde lucido sulla pagina superiore e verde opaco su quella inferiore. Presentano un margine interno e nervature; i suoi fiori sono invece bianchi, peduncolati, singoli o più comunemente raccolti in gruppi di quindici-venti. Il frutto è una capsula che racchiude un solo seme con arilloide rosso; i semi vengono raccolti, poi privati dell’arilloide ed essiccati. In seguito alla torrefazione, i semi sono pronti per varie preparazioni. Come detto, il guaranà è originario della foresta amazzonica in cui cresce spontaneamente lungo i fiumi; tuttavia, è possibile coltivare la pianta per la sua commercializzazione, principalmente nelle zone lungo il Rio delle Amazzoni.

Utilizzi

In erboristeria e fitoterapia l’uso principale del guaranà è quello di stimolante e tonico generale, dato che presenta proprietà energizzanti. Gli integratori risultano molto utili per aumentare il metabolismo e controllare l’appetito, motivo per il quale spesso si ricorre a questo prodotto per dimagrire. La tradizione gli attribuisce proprietà afrodisiache, dato che l’assunzione provocherebbe un aumento del desiderio e la risoluzione delle disfunzioni erettili. Tuttavia, tali proprietà sessuali non sono state confermate da studi scientifici significativi. L’assunzione viene spesso consigliata per combattere l’ipotensione, la sindrome da fatica cronica e per prevenire malaria e dissenteria; inoltre, può essere utile come astringente, per trattare la diarrea, la febbre, i problemi cardiaci, dolori articolari e stress da calore. I semi vengono attualmente molto impiegati per la produzione di bevande analcoliche stimolanti, dal sapore molto simile a quello della coca cola, ma anche per sciroppi utilizzati nella preparazione di ghiaccioli.

Cenni storici

Già ritenuta sacra da molte tribù di indios, la pianta veniva utilizzata come elisir di lunga vita per il suo effetto tonico-stimolante. In passato esistono testimonianze dell’utilizzo del guaranà per combattere la diarrea, i dolori mestruali e le malattie debilitanti. Sono molte le leggende e i miti che circondano questa particolare liana, probabilmente in virtù dello strano aspetto del suo frutto che avrebbe “occhi per vedere”.

Proprietà

Le proprietà principali del guaranà sono quelle energizzanti, toniche, stimolanti e dimagranti, imputabili principalmente al contenuto di caffeina concentrata nei suoi semi. La caffeina favorisce infatti il rilascio di due ormoni, adrenalina e noradrenalina, notoriamente implicate nell’aumento del metabolismo, della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e del numerosi di atti respiratori, nonché dell’ossigenazione del sangue e dei tessuti. I semi di guaranà possiedono anche un’azione leggermente antidiarroica e proprietà antinfiammatorie, utili soprattutto in caso di emicrania e dolori mestruali. Ciò è dovuto alla presenza di tannini, flavonoidi e saponine. In ragione delle sue componenti, il guaranà viene consigliato come stimolante in caso di alcune condizioni come convalescenza, affaticamento psicofisico e astenia. Viene anche impiegato per migliorare l’attenzione e la memoria nello studio e sul lavoro, oltre che per aumentare il tono dell’umore in caso di depressione. Gli integratori alla base di estratto di guaranà sono molto amati dagli sportivi, dato che possono incrementare le prestazioni migliorando la capacità di resistenza allo sforzo. Le sue proprietà dimagranti gli valgono poi un posto nelle diete ipocaloriche, dato che la caffeina è in grado di aumentare il metabolismo energetico e ridurre la sintesi di grasso corporeo.

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Alleato del dimagrimento?

Per le sue caratteristiche, spesso si ritiene che la pianta possa avere un ruolo nel dimagrimento. In effetti, una caratteristica tipica della composizione del guaranà è il contenuto di guaranina, un analogo della caffeina. Come quest’ultima è in grado di sollecitare il rilascio di catecolamine, ormoni che stimolano il metabolismo. Questa funzionalità, oltre che supportare il metabolismo in caso di deficit energetici, favorisce un’accelerazione metabolica che coadiuva la digestione, il drenaggio dei liquidi e l’eliminazione dei grassi. Il rischio, però, in caso di utilizzi prolungati per favorire il dimagrimento, è che vi siano danni a carico del sistema cardiocircolatorio, ormonale e renale.

Un rimedio fitoterapico contro la sonnolenza diurna

La pianta di Paullinia cupana viene, tra le altre cose, considerata uno dei rimedi per eccellenza contro la sonnolenza diurna. Ciò è dovuto proprio alla presenza della guaranina, con proprietà stimolanti e riattivanti. Essendo un induttore di rilascio delle catecolamine, analogamente a quanto detto per il dimagrimento, permette la riattivazione del metabolismo fornendo un contrasto alla stanchezza. Per ottenere gli effetti migliori se ne consiglia l’assunzione al mattino e all’ora di pranzo, in modo che l’effetto energizzante si concentri nelle ore di maggiore attività e non durante quelle serali. Il consiglio è quello di assumere guaranà in estratto secco, 2 compresse al giorno, avendo cura di evitarlo durante le ore serali o tardo pomeridiane. Chiaramente, qualora si soffra di ipertensione, ulcere, ernia iatale o ipertiroidismo, e di tutta una serie di condizioni mediche per cui l’utilizzo è sconsigliato, si dovrebbe consultare un medico prima di assumere un’integrazione a base di guaranà.

Controindicazioni e avvertenze

In individui adulti sani, il guaranà è genericamente considerato sicuro fino a che venga assunto nelle dosi contenute nei cibi, mentre l’assunzione in dosi medicinali deve essere limitata a brevi periodi di tempo. Dosi superiori a 250-300 mg al giorno sono state associate a diversi effetti collaterali, come acufeni, nausea, vomito, nervosismo e aumento della frequenza cardiaca. L’uso di integratori e altre preparazioni a base di guaranà è controindicato nei bambini, in gravidanza, durante l’allattamento e in tutte le persone sensibili agli effetti della caffeina. Si sconsiglia l’assunzione anche in caso di pressione alta o malattie cardiovascolari, ma anche in soggetti che assumono altre sostanze stimolanti o farmaci, oltre che integratori dall’azione sedativa. Gli effetti collaterali del guaranà sono tutti associati alla caffeina, e sono gli stessi del tè o del caffè, come di altre droghe stimolanti. L’assunzione prolungata, specie se ad alti dosaggi, può quindi indurre agitazione, ansia, insonnia, tachicardia, tremori e disturbi gastrointestinali.

Si sconsiglia, in particolare, l’assunzione di guaranà in caso di:

  • ansia
  • disturbi emorragici
  • diabete
  • diarrea
  • sindrome dell’intestino irritabile
  • malattie cardiache e pressione alta
  • glaucoma
  • osteoporosi.

Non dovrebbe inoltre avvenire la concomitante assunzione con anfetamine, efedrina e cocaina. Altre combinazioni cui si dovrebbe prestare attenzione sono le assunzioni combinate con adenosina, chinoloni, Mao inibitori, anticoagulanti, alcol, pillola anticoncezionale, antidiabetici e terbinafina.

Modalità d’uso

Il guaranà può essere utilizzato sotto forma di integratore, in capsule o compresse, di tisana, tintura madre o in polvere. In generale, comunque, sarebbe bene non superare le dosi giornaliere di 400 mg per l’elevato contenuto in caffeina. Per la preparazione di una tisana, è necessario utilizzare due o tre semi schiacciati, da far bollire in acqua per circa quindici minuti; in alternativa, si può utilizzare in polvere, da sistemare in un filtro per infusione. La polvere può anche essere aggiunta a frullati, succhi e yogurt, ideali per una colazione energetica. Nelle tisane, in genere, il guaranà si trova in associazione al mate, altra pianta dall’azione stimolante originaria del Sud America. Questa combinazione di erbe è particolarmente vincente e può essere utilizzata per ridurre il peso corporeo in caso di sovrappeso e obesità, chiaramente inserita all’interno di una dieta ipocalorica ed equilibrata. L’assunzione di bevande a base di questa pianta deve comunque essere controllata, per evitare irritazioni alla mucosa gastrointestinale o altre fastidiose controindicazioni. La tintura madre va assunta invece previa diluizione in acqua, in dosi di 40-50 gocce due volte al giorno.