Noi non ci accontentiamo della solita minestra

Quando si pensa a un piatto salutare, la prima ricetta che viene in mente è il minestrone. È il grande classico delle tavole italiane, una ricetta in grado di indossare una veste diversa a seconda della stagione: freddo d’estate e caldo di inverno, cambia il suo “abito” a seconda dei profumi e dei colori delle verdure che l’orto offre.
Certo, la sua preparazione è impegnativa e richiede pazienza e tempo a disposizione ma in

Il Salvagente, torna in edicola con il suo marchio, storico, e – tra l’altro – un test su 11 minestroni surgelati.

aiuto c’è pur sempre il prodotto surgelato, presente in ogni supermercato.

L’undici che abbiamo “schierato”

Il Salvagente nel numero appena uscito in edicola ha portato in laboratorio 11 buste di marchi molto famosi.  per sottoporli a un duplice giudizio – chimico per cercare l’eventuale presenza di nitrati, pesticidi e additivi – e merceologico su ingredienti e filiera industriale.
Iniziamo subito col dire che i risultati delle analisi sono rassicuranti. Nessuno degli 11 marchi – acquistati presso la grande distribuzione e i discount – è stato bocciato.
Soddisfacente, in linea generale, la qualità di verdure e ortaggi. I tre parametri utilizzati per valutare la scelta della materia prima e il modo con cui viene maneggiata durante il processo produttivo sono state le percentuali di verdure macchiate, ammuffite e non mature.

(segue dopo la foto)

 

Buone notizie sui nitrati

Buone notizie anche sul fronte della contaminazione chimica. L’occhio artificiale del laboratorio è finito, innanzitutto, sui nitrati: si tratta di composti chimici presenti naturalmente nel terreno anche se a volte sono aggiunti agli alimenti come additivo o conservante (è il caso di molti insaccati). Li troviamo, principalmente, nelle verdure a foglia, ad esempio gli spinaci, perché sono le foglie, così come gli steli e le radici, cioè le parti della pianta che elaborano e trasportano le sostanze nutritive, che trattengono queste sostanze azotate, mentre frutti e semi ne contengono meno.
Se è vero che i limiti massimi previsti dalla legge sono fissati per le verdure singole e non prendono in considerazione i mix come i minestroni, è anche vero che le tracce trovate nei nostri campioni sono davvero basse. Per fare un esempio, il regolamento comunitario 1258/2011 prevede che gli spinaci surgelati possano contenere al massimo 2.000 mg/kg di nitrato: il minestrone che ne contiene di più nelle nostre analisi non arriva a 500 mg/kg, un dato tranquillizzante.

Dai pesticidi qualche sorpresa

Anche nel caso della ricerca di pesticidi le tracce riscontrate dalle analisi sono basse.  Tuttavia, se l’obiettivo era l’eliminazione totale di questi antiparassitari, se non altro  come residui negli alimenti, non ci siamo. Per due ragioni. Innanzitutto perché ne abbiamo trovato tracce in 5 campioni. Poi perché in qualche caso abbiamo potuto rilevare la presenza di più di un pesticida nella stessa confezione. E va ricordato che l’effetto cocktail ovverosia la presenza contemporanea di più fitofarmaci nello stesso alimento ha ancora effetti difficili da misurare sulla salute umana.

Più di una soluzione di emergenza

La notizia positiva è che in diversi casi i minestroni surgelati sono in grado di sostituire egregiamente il minestrone fresco sia da un punto di vista della qualità che dei valori nutrizionali. Come spiega Andrea Ghiselli, infatti, i surgelati possono anche essere migliori del fresco. La verdura, ad esempio, dal momento della raccolta inizia a subire processi di ossidazione che possono modificarne il potere nutritivo. Il procedimento di surgelazione ha la capacità di “fermare” le caratteristiche qualitative delle verdure con il vantaggio di avere prodotti freschi e sicuri in ogni stagione dell’anno.