Falso Brunello, l’operazione Bacco dei Nas blocca la truffa

I carabinieri del Gruppo tutela della salute di Roma e del Nas di Firenze, hanno recentemente arrestato tre persone e sequestrato oltre 9mila litri: vino di bassa qualità, adulterato con l’aggiunta di alcol, veniva venduto in Italia e all’estero come Chianti Doc, Brunello di Montalcino o Sassicaia.

L’operazione “Bacco”, coordinata dalla procura antimafia di Firenze, ha potuto bloccare un’associazione per delinquere finalizzata alla produzione e immissione nel circuito commerciale di vino adulterato e contraffatto.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti e riportato dal quotidiano “La Nazione”, il vino di bassa qualità, ma non nocivo per la salute in base alle analisi effettuate dai consulenti tecnici della procura fiorentina, veniva addizionato con alcol per aumentarne la gradazione. Poi veniva imbottigliato e contraffatto, facendolo apparire un prodotto di alta qualità attraverso l’apposizione sulle bottiglie di false etichette di vini pregiati. Usate anche false fascette con il sigillo di Stato che certificavano le denominazioni Doc e Docg.

Una volta confezionato, il vino veniva stoccato in depositi di ditte del Lazio e Emilia-Romagna, riconducibili agli indagati, e poi venduto in Italia e, soprattutto, all’estero, dove sarebbero state spedite decine di migliaia di bottiglie. In un caso, è stato accertato l’invio verso il Costa Rica di una partita di 18mila bottiglie.

I carabinieri nei mesi scorsi avevano sequestrato 9mila litri di vino rosso pronto per essere imbottigliato, bottiglie già confezionate di Sassicaia Brunello e Chianti doc, centinaia di etichette e fascette di vino di varie marche, migliaia di capsule: tutto  falsificato. Sequestrati anche trenta litri di alcol utilizzato per elevare il tenore alcolico del vino. Un’azienda di Empoli coinvolta nelle indagini era addirittura riuscita ad accreditarsi a Vinitaly.