Le vecchie tv? Vendute come nuove ma col trucco

Dal 1° gennaio 2017 i televisori di vecchia generazione, non abilitati a ricevere il nuovo segnale in digitale terrestre (DVB-T2), non potranno più essere venduti. Anzi no. Il ministero dello Sviluppo economico ha dato di recente un’interpretazione più “morbida” della norma, prevista dal decreto Milleproroghe del 2014, ed ha concesso ai rivenditori un’altra proroga ovvero la possibilità di vendere, anche nel 2017, televisori di vecchia generazione, purché abbinati ad un decoder esterno che abbia il tuner DVB-T2 e HEVC. Una deroga, chiesta soprattutto dalla grande distribuzione per smaltire le scorte di vecchi apparecchi ancora in magazzino (purché siano stati immagazzinati prima del 30 giugno 2016).

La proroga concessa dal Mise

Come si legge nella nota inviata dal ministero dello Sviluppo economico ad Aires, Federdistribuzione, Ancc Coop e Ancd Conad (pubblicata dal sito Dday), le imprese di settore sarebbero in difficoltà per “la presenza di circa 150.000 apparecchi acquistati entro il 30 giugno e presumibilmente invenduti e privi di tutti i requisiti di legge al 1° gennaio 2017”. Per questo hanno chiesto la possibilità di “considerare ‘integrato’ l’apparecchio che sia venduto unitamente a un decoder esterno conforme alla normativa”. E la direzione generale pianificazione e gestione dello spettro radioelettrico del Mise “in ragione della finalità normativa di dotare i consumatori di apparecchi corredati con tutte le codifiche approvate dall’Itu”, ha ritenuto che “lo scopo previsto possa essere raggiunto anche con la presenza di un sintonizzatore esterno, purché venduto unitamente all’apparecchio televisivo non conforme acquistato dal rivenditore finale esclusivamente entro il 30 giugno 2016, come risultante da evidenze documentali”.

Come riconoscere il nuovo standard

I rivenditori saranno obbligati a fornire “un’adeguata informazione al pubblico sull’alternativa di acquisto tra un apparecchio televisivo integrato con un sintonizzatore digitale conforme e un apparecchio televisivo conforme soltanto mediante l’abbinamento con un decoder esterno”. Ma chissà se quest’informazione verrà data correttamente. I nostri dubbi sono più che leciti visto che nella rilevazione che abbiamo condotto a giugno in diversi grandi esercizi di elettrodomestici non abbiamo ricevuto alcuna informazione sul futuro cambiamento, sebbene la tempistica fosse già nota.

I vecchi apparecchi? Continuano a funzionare

E chi non ha un televisore abilitato a ricevedere il nuovo segnale? Nessun allarmismo  perché comunque dal 1° gennaio 2017 gli apparecchi non DVB-T2 e non HEVC continueranno a funzionare senza il decoder aggiuntivo perché il passaggio al digitale terrestre di seconda generazione non avverrà prima del 2020.

A oggi, infatti, nessun emittente trasmette in chiaro in standard DVB-T2, e non ci sono ancora piani definiti per la sua introduzione nel sistema televisivo nazionale. Il rischio quindi è che il consumatore che non possiede tutte le informazioni tecniche, neanche si accorga di aver acquistato un apparecchio obsoleto (che tra qualche anno dovrà cambiare). Oppure che sia tentato di dar via il decoder esterno DVB-T2, venduto insieme al televisore, visto che ad oggi è superfluo.