domenica, 25 Ottobre 2020

Tag: buoni fruttiferi

“Buono tradito”, una campagna di Confconsumatori contro le ingiuste prescrizioni

La questione è nota: a partire dal 1° gennaio 1987 sono stati emessi i buoni della serie "Q" sottoposti alle prescrizioni del decreto ministeriale del 13 giugno 1986. Per questi buoni si è creata una notevole confusione dovuta al fatto che le Poste hanno utilizzato i buoni cartacei appartenenti a serie precedenti con l’apposizionedi timbri modificativi della stampigliatura originale del Buono, timbri che non comprendevano e non eliminavano, come non eliminano, la fruttificazione tra il l 21º al 30º anno.

Poste accorciava la prescrizione dei buoni fruttiferi: l’Abf dà ragione al...

Una cliente regala in occasione della nascita della nipote un buono che la ragazza avrebbe dovuto incassare a 18 anni. Ma al momento di farlo si sente rispondere che i buoni fruttiferi sono prescritti. Ma l'Arbitro bancario dà torto a Poste, su ricorso di Confconsumatori

Vecchi buoni postali, la Cassazione: lo Stato può cambiare il tasso...

Il provvedimento emesso dalle Sezioni unite della Cassazione ha smentito la precedente sentenza degli stessi giudici di piazza Cavour, risalente al 2007. Ma la sentenza vale solo per i Buoni sottoscritti prima della legge del 1999 lo Stato può cambiare le carte in tavola in maniera retroattiva senza avvisare i sottoscrittori.

Buoni fruttiferi, Poste condannata al rimborso totale

L'azienda voleva pagare ai due eredi solo la metà dell'importo in base al decreto ministeriale 148 del 1986, noto come Gava-Goria, secondo cui con effetto retroattivo e in spregio a quanto indicato nei Buoni Fruttiferi, venivano dimezzati rendimenti anche per quelli emessi dal 1974 in poi

Buoni fruttiferi, Poste condannata a restituire l’intero importo

Importante vittoria della Federconsuamtori: "La sentenza emessa dal giudice di pace di Perugia riguarda la serie A F: l'azienda aveva rimborsato solo un terzo del valore"

Buoni fruttiferi, “Attenti ai rendimenti riconosciuti da Poste”

L'allarme lanciato dalla Federconsumatori: sui titoli in scadenza il 31 dicembre l'azienda potrebbe riconoscere un tasso di interesse più basso. Ecco quali sono le serie interessate e i modi per tutelarsi