Glifosato: “Intervenga il ministro sul licenziamento dello scienziato”

GLIFOSATO RAMAZZINI

Sul caso del licenziamento di Daniele Mandrioli deciso dall’Istituto Ramazzini, due senatori del Movimento 5 stelle hanno presentato un’interrogazione al ministro della Salute Schillaci: “Pressioni esterne non condizionino la ricerca scientifica”

Chiediamo al ministro della Salute Orazio Schillaci se sia a conoscenza” del licenziamento di Daniele Mandrioli direttore del Centro di Ricerca Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini di Bologna” da parte dello stesso ente “e se siano state effettuate verifiche al riguardo“.

I senatori del Movimento 5 Stelle Pietro Lorefice ed Elisa Pirro ieri, mercoledi 25 febbraio, hanno presentato un’interrogazione rivolta al ministro sul caso sollevato dal Salvagente del licenziamento dello scienziato che ha coordinato il Global Glyphosate Study fino a provare un legame tra l’aumento di tumori nei ratti e l’esposizione al famigerato erbicida. per chiedere “quali iniziative urgenti intenda assumere, per quanto di competenza, al fine di assicurare che eventuali pressioni esterne non condizionino la ricerca scientifica in ambiti strategici per la salute pubblica”.

Ecco l’integrale dell’interrogazione rivolta al ministro della Salute Orazio Schillaci:

“L’Istituto Ramazzini è uno dei più noti centri di ricerca indipendenti in campo oncologico e ambientale, riconosciuto a livello internazionale per gli studi di cancerogenesi e per la collaborazione con istituzioni scientifiche europee e statunitensi. Negli ultimi anni l’ente ha promosso programmi di ricerca sugli effetti sanitari di sostanze largamente diffuse nell’ambiente, tra cui il glifosato, un erbicida tra i più utilizzati in agricoltura;

il 13 giugno 2025, la pubblicazione di un nuovo studio internazionale condotto dall’istituto Ramazzini, intitolato “Global glyphosate study”, ha evidenziato l’insorgenza di diversi tipi di tumore nei ratti esposti a dosi di glifosato pari o inferiori a quelle ritenute sicure per l’uomo, anche a partire dalla fase prenatale;

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organi di stampa nazionali e internazionali hanno riferito del licenziamento del dottor Daniele Mandrioli, direttore scientifico del centro di ricerca “Cesare Maltoni” del Ramazzini, intervenuto in prossimità della diffusione dei risultati del citato studio sperimentale sul glifosato. Secondo quanto riportato dai giornalisti, le motivazioni del provvedimento non sarebbero state rese pubbliche in modo circostanziato, né risulterebbero chiarite le modalità con cui è stata assunta la decisione;

la vicenda ha generato diffuse preoccupazioni nella comunità scientifica circa il rischio di possibili interferenze esterne, anche di natura economica e industriale, sulle attività di ricerca aventi ricadute dirette sulla salute pubblica;

considerato che:

la libertà e l’autonomia della ricerca scientifica costituiscono principi costituzionalmente tutelati e presupposto imprescindibile per la credibilità delle valutazioni tecnico-scientifiche poste a fondamento delle decisioni regolatorie;

gli studi relativi al glifosato assumono particolare rilievo nel contesto del dibattito europeo sulla sicurezza della sostanza e sulle condizioni del suo impiego;

l’esposizione cronica a pesticidi è un tema di rilevante interesse sanitario e ambientale, soprattutto per le categorie più vulnerabili quali bambini, donne in gravidanza ed operatori agricoli;

la pubblicazione di nuovi dati scientifici merita un’attenta rivalutazione delle soglie di sicurezza e delle politiche autorizzative,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti richiamati e se siano state effettuate verifiche al riguardo;

quali iniziative urgenti intenda assumere, per quanto di competenza, al fine di assicurare che eventuali pressioni esterne non condizionino la ricerca scientifica in ambiti strategici per la salute pubblica;

se non ritenga opportuno promuovere un approfondimento istituzionale volto a verificare il rispetto dei principi di indipendenza e integrità scientifica negli enti che svolgono studi su sostanze oggetto di valutazione regolatoria”.