
Una sentenza della Corte di Cassazione dà ragione a un hotel che si è rifiutato di servire acqua dal rubinetto. Il cliente aveva fatto causa ai gestori per aver dovuto pagare la minerale 7 euro a bottiglia. Ma per i giudici non c’è una norma che obbliga gli albergatori a comportarsi diversamente
Una sentenza della Corte di Cassazione dà ragione a un hotel a cinque stelle che si è rifiutato di servire acqua dal rubinetto. Il cliente aveva fatto causa ai gestori per aver dovuto pagare la minerale 7 euro a bottiglia. Ma per i giudici non c’è una norma che obbliga gli albergatori a comportarsi diversamente.
La storia
Come riportato dal Sole 24 Ore, il caso nasce dal rifiuto sistematico della struttura di servire alla donna l’acqua della rete idrica comunale, costringendola ad acquistare bottiglie da 7 euro l’una per tutta la durata della vacanza. La cliente aveva tentato di far valere i propri diritti citando la Costituzione e il valore dell’acqua come bene universale, definendo “bizzarro” e “nullo” il divieto imposto dall’albergo.
La sentenza
Per la Suprema Corte però, così come per i precedenti gradi di giudizio, nessuna norma impone all’albergatore di fornire acqua del rubinetto a meno che non sia stato esplicitamente previsto in un accordo iniziale tra le parti. Servire l’acqua della conduttura idrica comporterebbe infatti oneri aggiuntivi per la struttura, come l’attuazione di procedure di autocontrollo sanitario e analisi microbiologiche che non possono essere improvvisate su richiesta.








