“Biocontrollo”, cosa c’è dietro la strana alleanza tra Federbio e Agrofarma

biocontrollo

Sotto il segno del “biocontrollo”, le associazioni del bio trovano un punto d’incontro con “nemici” storici come Agrofarma e persino Bayer. L’obbiettivo è quello di velocizzare le procedure di autorizzazione di erbicidi e antiparassitari naturali e allargare anche alle sostanze chimiche con la stessa struttura. Una svolta non priva di rischi…

Sotto il segno del “biocontrollo”, le associazioni del biologico trovano un punto d’incontro con “nemici” storici come Agrofarma e persino Bayer. L’obbiettivo è quello di velocizzare le procedure di autorizzazione di erbicidi e antiparassitari naturali e allargare anche alle sostanze chimiche con la stessa struttura. Una svolta non priva di rischi.

Cos’è il biocontrollo

Le tecniche di biocontrollo vengono utilizzate per gestire parassiti, infestanti e malattie in agricoltura con principi attivi di origine naturale, o da sintesi ma identiche nella composizione chimica. Per queste ultime, si sta registrando una convergenza di più attori per allentare e velocizzarne l’approvazione e per finanziarne la ricerca.

Il manifesto comune

A metà aprile, Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio e Paolo Tassani, Presidente di Agrofarma, nel corso di un evento istituzionale al Senato hanno presentato un Manifesto comune sul biocontrollo, frutto di un precedente protocollo di intesa. I promotori del manifesto definiscono il biocontrollo “una delle leve più promettenti per coniugare innovazione e sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e produttività agricola”.

Il nodo delle autorizzazioni

Il problema principale, evidenziato nella presentazione del Manifesto, è la tempistica di approvazione dei protocolli per l’uso di queste soluzioni naturali “atte ad avere una produzione che sappia mantenere il livello quantitativo, migliorandone l’aspetto qualitativo e soprattutto preservando l’ecosistema”. Oggi per ottenere autorizzazione all’uso dei nuovi risultati derivanti dalla ricerca scientifica e tecnologica, servono almeno 5 anni. Inoltre, per i prodotti di biocontrollo, serve la conferma ogni due anni.

Il pacchetto Omnibus in discussione al Parlamento Europeo ha tra i temi proprio il biocontrollo. Da qui l’attivismo di chi è interessato ad allentare i controlli per le innovazioni

sponsor

I rischi secondo gli ambientalisti

Per Franco Ferroni, responsabile Agricoltura di Wwf Italia, “Se passa la proposta del provvedimento Omnibus della Commissione tra le sostanze ammesse per il Biocontrollo potrebbero entrare anche principi attivi non molto diverse da quelli di sintesi, con la sola differenza che la materia prima sarebbe “naturale”. Il tema del Biocontrollo è molto delicato perchè per perseguire un obiettivo condivisibile si apre la porta all’utilizzo di sostanze semplicemente meno pericolose perchè meno persistenti ma gli effetti a breve termine possono essere altrettanti negativi, in particolare sulla biodiversità. Inoltre il biologico di sostituzione taglia le gambe all’adozione di pratiche agroecologiche mantenendo inalterato il modello di produzione intensivo, cambiando solo le molecole”. Pan Europe sta facendo una valutazione attenta sui potenziali rischi che si nascondono nel termine generico di Biocontrollo.

Sostanze naturali ma non innocue

Johanna Hartan, che sta partecipando al monitoraggio per conto del Wwf, spiega al Salvagente: “Va ricordato che la parola naturale non è di per sé sinonimo di sicuro per l’ambiente”. Hartan fa qualche esempio di sostanze di biocontrollo ammesse in agricoltura biologica che hanno anche effetti negativi sull’ambiente: “L’acido pelargonico, un diserbante che distrugge la vegetazione erbacea in modo non selettivo, ma c’è da capire l’impatto sulla biodiversità, quando il diserbo potrebbe essere tranquillamente evitato tramite pratiche agronomiche alternative”. “L’olio essenziale di arancio amaro, è un insetticida da contatto, ma non è selettivo e colpisce anche gli impollinatori”. I piretroidi – (estratti dai fiori di Chrysanthemum cinerariifolium e utilizzabile in agricoltura biologica) fanno anch’essi parte della categoria degli “insetticida da contatto, pericolosi per gli impollinatori. Lo Spinosad, ritrovato spesso nei test su prodotti alimentari del Salvagente (insalata, banane, ecc), insetticida non selettivo che uccide anche gli insetti utili.

Il rischio di uno “fuoricontrollo”

Dunque, pur riconoscendo, soprattutto in una fase così delicata per il settore, tra cambiamenti climatici e aumento dei costi, l’importanza di trovare nuove soluzioni per proteggere il raccolto dei terreni coltivati a biologico in Ue, il rischio che “il biocontrollo” vada “fuoricontrollo” e aumenti nei fatti l’utilizzo di sostanze a scapito delle tecniche agroecologiche di conservazione.

Di certo, apprendere che a spingere per il bio controllo, si siedano accanto rappresentanti del biologico italiano ed europeo e il ceo di Bayer Crop Science Italia, società storicamente legata allo sviluppo di organismi geneticamente modificati, come è avvenuto al convegno “Biocontrollo. Le nuove frontiere delle produzioni agricole di qualità, sane e sostenibili”, svoltosi lo scorso 28 gennaio all’Università Federico II di Napoli, desta una certa perplessità.

Gli altri rischi legati al pacchetto Omnibus

In questo quadro si inserisce anche il dibattito sul pacchetto europeo “Omnibus” su alimenti e mangimi, che punta ufficialmente a semplificare le procedure ma che, secondo oltre 40 associazioni e organizzazioni ambientaliste, rischia di tradursi in una vera e propria deregolamentazione. Il timore è che vengano indeboliti i meccanismi di autorizzazione e controllo dei pesticidi, ad esempio introducendo approvazioni di durata illimitata e riducendo le revisioni periodiche basate sulle nuove evidenze scientifiche. Un cambiamento che, secondo i critici, ribalterebbe il principio di precauzione oggi alla base della normativa europea, con possibili effetti su salute, biodiversità e qualità delle acque.

Omnibus alimenti e mangimi: la proposta Ue che rischia di indebolire le regole sui pesticidi