I pericoli di un “semplice” togli-ruggine all’acido fluoridrico

All’apparenza un comune prodotto che smacchia dalla ruggine che, però, contiene acido fluoridrico al 10%. È quello trovato sui banchi del supermarcato dal divulgatore scientifico Massimo Sandal che ammonisce: “È una delle sostanze più infernali che esistono”

Un comune flaconcino togliruggine che nel fronte dell’etichetta raffigura un bottone dei jeans da lucidare e una vite ossidata da far tornare nuova. Ma è utile – così promette – anche per pulire la superficie del ferro da stiro. Un oggetto come tanti presenti sugli scaffali dei supermercati, che nasconde un pericolo tanto subdolo quanto grave. Ad accorgersene è stato Massimo Sandal, scrittore e divulgatore scientifico, che in un post denuncia la presenza in commercio di soluzioni a base di acido fluoridrico al 10% vendute come semplici smacchiatori antiruggine.

“Chiunque abbia un’infarinatura di chimica sa che l’acido fluoridrico è una delle sostanze più infernali che esistono”, scrive Sandal. E il motivo non è solo la sua pericolosità, ma soprattutto la sua natura “ingannevole”.

A differenza di altri acidi forti, infatti, l’acido fluoridrico non provoca immediatamente dolore a contatto con la pelle. Non rilasciando ioni idrogeno nello stesso modo, può non stimolare subito le terminazioni nervose. Il risultato è che l’esposizione può passare inosservata, mentre la sostanza penetra in profondità nei tessuti, continuando ad agire per ore. “Puoi non avere sintomi anche per più di 24 ore”, avverte Sandal, con danni gravi che emergono solo a distanza di tempo.

Il rischio non si limita alle ustioni cutanee. L’acido fluoridrico è noto per la sua capacità di legarsi al calcio e al magnesio nell’organismo, con effetti potenzialmente sistemici, inclusi disturbi cardiaci anche letali in caso di esposizioni più importanti. Non a caso, in ambito industriale è classificato tra le sostanze ad alto rischio e richiede protocolli di sicurezza rigorosi.

Nel suo intervento, Sandal sottolinea come incidenti simili si siano già verificati anche in Italia, con persone che hanno riportato lesioni serie dopo l’uso di prodotti contenenti questa sostanza. E mette in discussione l’idea che basti un’etichetta a garantire un uso sicuro: “Una persona anziana o semplicemente distratta può pensare si tratti di un banale smacchiatore e usarlo come tale”.

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Il punto sollevato riguarda quindi la proporzionalità tra rischio e utilità. Sebbene anche prodotti comuni come acido muriatico o disgorganti siano corrosivi, l’acido fluoridrico presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente insidioso e meno conosciuto. “Gioca un altro campionato”, osserva il divulgatore, evidenziando come esistano alternative meno pericolose per rimuovere la ruggine con efficacia comparabile.

Da qui la domanda, che è anche un invito al dibattito: è opportuno che prodotti contenenti una sostanza così pericolosa siano accessibili al grande pubblico? Per le normative italiane sì, basta che abbia quelle indicazioni (minuscole) che nessuno legge e i pittogrammi sul retro…