
La guerra in Medio Oriente ha creato anche diversi disservizi a chi aveva come destinazione o scalo gli aeroporti degli Emirati. Ma quali sono i diritti al rimborso per chi volesse cancellare il volo previsto per le prossime settimane e non si sente più sicuro? Lo abbiamo chiesto a Kathrin Cois, direttrice di Rimborsoalvolo.it
La guerra in Medio Oriente ha creato anche diversi disservizi a chi aveva come destinazione finale o intermedia gli aeroporti degli Emirati, come Dubai o Doha. Ma quali sono i diritti al rimborso per chi volesse cancellare il volo previsto per le prossime settimane e non si sente più sicuro? Lo abbiamo chiesto a Kathrin Cois, direttrice di Rimborsoalvolo.it, portale di assistenza legale ai passeggeri.
Cois, che succede per chi deve andare a Dubai o in altre località del Medio Oriente prese di mira dai bombardamenti iraniani?
Intanto, quando una compagnia cancella un volo, senza riproteggere il viaggiatore, deve comunque rimborsare il 100% del biglietto. È quello che sta succedendo in questi giorni, relativamente ai voli in partenza dall’Italia con destinazione Emirati Arabi.
E se la tratta viene riattivata, ma non ce la si sente di viaggiare?
Come prima cosa bisogna guardare se il paese in questione è inserito tra quelli sconsigliati sul portale del ministero degli Esteri, Viaggiaresicuri.it. In tal caso, anche se la tratta è attiva, si ha diritto al rimborso completo del biglietto.
Mettiamo caso che abbia il biglietto per Dubai tra 10 giorni, e oggi voglia cancellarlo perché non mi sento sicuro. La compagnia è tenuta a cancellarlo, anche se a tutti gli effetti tra 10 giorni la Farnesina potrebbe aver tolto questa tratta da quelle sconsigliate?
Qui la questione si fa più sfumata, e sostanzialmente dipende da compagnia a compagnia. Ce ne può essere una che acconsente a rimborsare il biglietto subito e un’altra che chiede di aspettare 48 ore prima del volo per capire se la tratta è sicura o meno. In ogni caso, è consigliabile evitare di non presentarsi all’imbarco senza aver sentito prima la compagnia.
Passiamo a chi in effetti deve solo fare scalo in una zona sconsigliata ma è diretto altrove. Ha diritto al rimborso intero se non può o non se la sente di partire?
Vediamo le varie ipotesi. Facciamo l’esempio di un volo dall’Italia per Bangkok. Se il volo è unico e fa solo scalo nella zona in questione, allora la compagnia o il tour operator deve pagare il rimborso intero. Vale anche nel caso in cui ci sia una tratta (mettiamo che il volo abbia due scali) completamente estranea all’area sconsigliata dalla Farnesina, e l’intera tratta sia stata gestita da un unico operatore.
E se il vettore riesce a garantire una tratta alternativa che non passi vicino alle zone pericolose in questione?
In questo caso, il viaggiatore non ha diritto a rimborso.
Se invece è stato il viaggiatore a prenotare singolarmente le diverse tratte?
In quel caso ha diritto al rimborso solo delle tratte che sono coinvolte dalla lista nera della Farnesina. Per le altre no.
Esistono assicurazioni per il volo che possono essere stipulate per avere la tranquillità di disdire in anticipo e riavere i propri soldi al di là dell’evoluzione delle aree coinvolte all’interno del sito viaggiaresicuri.it?
Basta fare un’assicurazione che includa il mancato imbarco volontario. Così nel momento in cui si decide di non partire, basta comunicarlo alla compagnia e all’assicurazione per ottenere il rimborso.









