Servizi premium attivati senza consenso, sequestrati 250 milioni a Tim

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La Guardia di Finanza di Milano e di Roma ha sequestrato 322 milioni di cui 250 a Tim, che non è indagata, per una truffa sui servizi premium che avrebbero portato alcune aziende ad attivare in maniera fraudolenta opzioni a pagamento agli ignari clienti

La Guardia di Finanza di Milano e di Roma ha sequestrato 322 milioni di cui 250 a Tim, che non è indagata, per una truffa sui servizi premium che avrebbero portato alcune aziende ad attivare in maniera fraudolenta opzioni a pagamento agli ignari clienti.

L’indagine

Si tratta del secondo filone dell’indagine milanese, aperta nel 2018, su una maxi truffa attraverso i servizi di telefonia che in una prima fase riguardava i clienti di WindTre, e che oggi invece riguarda, appunto, quelli di Tim.

I vas attivati a tradimento

Al centro della frode ci sono servizi a valore aggiunto (vas), come oroscopi, segreterie telefoniche, che gli operatori di 5 società (20 gli indagati) avrebbero attivato per i clienti Tim a loro insaputa. Delle attivazioni premium, il Salvagente si era spesso occupato, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute dai lettori.  Tra gli indagati alcuni all’epoca dipendenti Tim senza ruoli apicali, che dovranno rispondere di frode informatica.

I sequestri

Oltre ai 250 milioni sequestrati a Tim, probabilmente derivanti dalla quota spettante alla compagnia per ogni Vas attivato, 70 milioni e oltre di euro sono stati sequestrati a cinque società con sedi tra Milano, Roma, Torino e Madrid.

Il precedente di WindTre

La prima tranche dell’inchiesta, aperta nel 2018 e da qualche mese al centro di un processo che si sta celebrando davanti al Tribunale di Milano, ruotava attorno a WindTre, anch’essa mai indagata, ma oggi citata come responsabile civile nel dibattimento in cui sono imputati alcuni dei suoi ex manager.  In quel caso, la presunta truffa girerebbe attorno ai 99 milioni, e oltre ai sequestri di fondi ha portato a sette patteggiamenti e ad una restituzione di 18,5 milioni di euro. Qui, scrivre l’Ansa, ka Procura aveva ipotizzato un sistema illecito che, tra il 2017 e il 2020, avrebbe consentito una “media di 30/40mila attivazioni” indebite “al giorno” di “servizi premium, cosiddetti Vas”, ossia giochi, oroscopi, suonerie, per “ignari consumatori che si vedevano addebitare i relativi costi pari a 5 euro a settimana”.

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