Cina, lo studio: dietro boom di ricoveri per polmonite l’abuso di antibiotici per curare il Covid

antibiotici

Le notizie che arrivano dalla Cina riguardo il boom di accessi agli ospedali per polmoniti sta creando preoccupazione. Tra le cause, secondo uno studio pubblicato su Lancet, e realizzata da tre ricercatori del China Development Research Foundation di Pechino, potrebbe esserci anche l’abuso di antibiotici soprattutto dopo la fase acuta della pandemia da Covid.

 

Le notizie che arrivano dalla Cina riguardo il boom di accessi agli ospedali per polmoniti, nei bambini, ma non solo, sta creando preoccupazione, nonostante le autorità cinesi abbiano chiarito che non si tratti di nuovi virus. Tra le cause, secondo uno studio pubblicato su Lancet, e realizzata da tre ricercatori del China Development Research Foundation di Pechino, potrebbe esserci anche l’abuso di antibiotici soprattutto dopo la fase acuta della pandemia da Covid.

Lo studio

Secondo i ricercatori, infatti, “La crisi della resistenza antimicrobica è stata amplificata dalla pandemia di Covid-19”. Se da una parte, infatti, con la politica Zero Covid, il paese asiatico ha contenuto la diffusione di malattie trasmesse per via area, con pesanti restrizioni e isolamenti di massa, questo ha comportato che “la resistenza antimicrobica non è stata vista come una questione urgente, almeno fino a quando la Cina ha allentato la sua politica zero-Covid all’inizio di dicembre 2022”. “L’attuale ondata di infezioni da SARS-CoV-2 in tutta la Cina – prevedevano gli autori lo scorso febbraio – porterà a un aumento dell’uso di antibiotici, che aggraverà l’uso irrazionale di antibiotici osservato prima dell’era Covid-19”.

Troppi antibiotici

La previsione potrebbe essere giusta a giudicare dai numeri attuali. “A causa della diffusa accessibilità agli antibiotici senza prescrizione presso le farmacie al dettaglio in Cina, e della scarsità di conoscenze sugli antibiotici, soprattutto nelle aree rurali, il tasso di prevalenza dell’automedicazione con antibiotici era relativamente alto prima della pandemia di Covid-19. A un sondaggio condotto a Wuhan, in Cina, nel 2019, poco prima dell’inizio della pandemia di Covid-19, ha mostrato che il 10,32% dei partecipanti ha riferito di essersi automedicato con antibiotici negli ultimi 6 mesi e il 72,4% credeva che gli antibiotici potessero trattare le infezioni virali”.

Un rischio anche per l’Italia

Insomma, il ritorno della libera circolazione dei virus influenzali e delle malattie respiratorie di carattere batterico avrebbero portato a un aumento sconsiderato di utilizzo di antibiotici con relativo effetto di antibiotico resistenza sulla popolazione e conseguente aumenti degli accessi in ospedale. L’eliminazione delle restrizioni all’acquisto di antibiotici, “potrebbe causare un aumento dell’automedicazione irragionevole o non necessaria con antibiotici, con conseguente aumento del rischio di resistenza antimicrobica in Cina” scrivono gli autori. Una dinamica che potrebbe ripetersi simile in Europa e in Italia soprattutto, maglia nera in Ue per vittime da Antibiotico resistenza

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