Pesticidi, gli esperti si dividono sul Boscalid anche se sospetto “tossico per l’uomo”

PESTICIDI BOSCALID

In Francia l’Anses, l’Agenzia per la sicurezza alimentare, sta valutando da un anno e mezzo gli effetti dei pesticidi Sdhi, come il Boscalid che spesso troviamo nei nostri test, ma, come denuncia Le Monde, c’è chi vuole minimizzare i rischi per la salute

Diciotto mesi di discussioni, tre dimissioni di esperti, nove pareri discordanti, una segnalazione ai responsabili etici dell’ente: l’Anses, l’Agenzia francese per la sicurezza alimentare, è nel pieno caos nella valutazione degli effetti sulla salute dei pesticidi Sdhi, come il fungicida Boscalid, sospettato di essere “tossico per l’uomo” e che spesso il Salvagente trova come residuo sugli alimentai che testiamo (dall’uva al prosecco, dai pomodori alle insalate in busta, dalle arance alle pere).

Il quotidiano Le Monde stamane denuncia che gli esperti dell’Anses sono completamente spaccati sulla questione dopo diversi mesi di intense polemiche e nonostante diversi ricercatori hanno giudicato “inaccettabili” i rischi per la salute e l’ambiente presentati da questa famiglia di fungicidi.

Di cosa stiamo parlando? I fungicidi Sdhi, come il boscalid molto impiegato in agricoltura, non bloccano solo la respirazione delle cellule fungine – inibendo l’attività dell’enzima SDdh, succinato deidrogenasi – ma agirebbero con lo stesso meccanismo anche sulle cellule umane. A queste conclusioni era giunto nel 2019 uno studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Plos One che suonava come una conferma delle ricerche compiute che hanno ormai da alcuni anni messo in evidenza come questa categoria di pesticidi agisce in maniera simile su tutti gli essere viventi, piante, animali e uomini.

Nel 2018 in Francia, un gruppo di ricercatori, oncologi, medici e tossicologi, il CNRS, l’Istituto Nazionale di Salute e Ricerca Medica (INSERM), l’Istituto Nazionale per la Ricerca Agricola (INRA) e diverse università hanno pubblicato una lettera sul quotidiano francese Libération in cui esprimevano la loro preoccupazione per i fungicidi Sdhi e gli effetti deleteri che potrebbero avere sull’ambiente e sulla salute umana. Questo ha portato l’Agenzia per la sicurezza nazionale per gli alimenti, l’ambiente e lavoro (Anses) a costutuire nel 2019 un equipe di esperti al fine di “stabilire se le informazioni e le ipotesi scientifiche citate dagli autori confermavano l’esposizione e rischio”.

Tuttavia da allora ad oggi la commissione di esperti non ha ancora pubblicato un parere sui pesticidi Sdhi. Scrive ancora Le Monde: “La prima fase di questa perizia si è conclusa frettolosamente alla fine di maggio, ma Anses non prevede di pubblicare la perizia, insieme alle sue raccomandazioni, prima dell’autunno. Tuttavia la probabilità che questo nuovo lavoro riesca a estinguere la disputa sugli Sdhi è molto bassa“.

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Il quotidiano parigino inoltre pubblica i verbali da cui emergono forti contrasti tra gli esperti chiamati a valutare gli effetti di questi fungicidi: tra chi minimizza e chi invoca le evidenze di una tossicità per l’uomo il rischio di stallo è forte. E l’industria dell’agrofarmaco ringrazia.