Falso extravergine: Gdf sequestra 30 tonnellate di olio destinato a diventare 100% italiano

GDF FALSO EXTRAVERGINE

La Guardia di finanza ha sequestrato un’ingente partita di falso extravergine proveniente da Andria e diretta a un importante distributore del trapanese: “L’olio era rancido e sarebbe stato miscelato per essere venduto come 100% italiano”

Il comando provinciale della Guardia di finanza di Palermo ha sequestrato nel porto cittadino 30,3 tonnellate di falso olio extravergine, provenienti dalla provincia di Andria e destinate a una società del trapanese. L’ingente partita è stata bloccata dai finanzieri dopo che all’analisi del panel test eseguito dalla Repressione frodi-Icqrf l’olio è risultato “rancido” e quindi, contrariamente a quanto veniva dichiarato da documenti di trasporto “olio extravergine”, non poteva essere classificato e venduto come tale.

La Gdf ha denunciato a piede libero alla locale Procura di Palermo il titolare della ditta della provincia di Andria “ritenuto responsabile della tentata frode in commercio“. Stesso reato è stato contestato al titolare di un’importante azienda distributrice di olio in provincia di Trapani.

“Il falso extravergine sarebbe stato miscelato”

Da fonti investigative si apprende che l’olio sequestrato è di origine pugliese e nonostante sia risultato non commestibile e commercializzabile come extravergine, sarebbe stato invece miscleato con oli non difettati per poi essere imbottigliato ed etichettato come olio 100% italiano. L’intervento dei finanzieri ha reso possibile che quelle oltre 30 tonnellate di falso extravergine non finissero sulle tavole dei consumatori.

Si tratta di un sequestro molto ingente se pensiamo che l’ultimo sequestro nel porto di Palermo di falso extravergine nel 2019 fu di due tonnellate destinate all’export verso gli Usa.

Coldiretti Sicilia: “Imbrogliare sull’olio è un abominio”

“L’Igp Sicilia dell’olio d’oliva sigilla una produzione di qualità eccezionale frutto di un’alta professionalità raggiunta dagli agricoltori e per questo imbrogliare su un prodotto così importante è un vero e proprio abominio“. Lo afferma Coldiretti Sicilia commentando il sequestro. “Si tratta di un quantità enorme – continua Coldiretti Sicilia – che colpisce gli imprenditori agricoli che conquistano premi in tutto il mondo proprio per la qualità. In Sicilia si producono in media 30 mila tonnellate di olio, il 10 per cento della produzione complessiva italiana. Tra le cultivar più apprezzate spiccano quelle autoctone come la Nocellara del belice, la tonda iblea, la Biancolilla e la Cerasuola”.

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