Acari nelle orecchie di cani e gatti: cosa fare

ACARI

Gli acari spesso vanno a insediarsi all’interno delle orecchie degli animali, con effetti da non sottovalutare. Vediamo come riconoscerne i sintomi e come intervenire

Può capitare con una certa frequenza di rendersi conto che il proprio animale domestico si gratta la testa (e le orecchie in modo particolare) con una certa insistenza. Non è da escludere che in questo caso la ragione dietro questo tipo di comportamento sia legata alla presenza di acari, che spesso si nascondono proprio in un orecchio o in entrambi i padiglioni auricolari.

Vediamo come riconoscere questo disturbo  e gli strumenti a disposizione per curare i nostri animali da compagnia.

Che cosa sono gli acari

Prima di analizzare più nel dettaglio le possibili conseguenze legate alla presenza di questo tipo di insetto può certamente essere importante studiare la radice del problema. Quando ci si riferisce agli acari si parla di minuscoli insetti, spesso delle dimensioni di pochi millimetri, appartenenti alla grande famiglia degli aracnidi (la stessa dei ragni).

A livello scientifico sono considerati esseri parassitari, permanenti o occasionali, tipici di diverse specie animali. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, anche gli stessi umani non sono esenti da infestazioni di acari, che per le loro caratteristiche tendono a nutrirsi delle cellule morte dell’epidermide, cioè lo strato della pelle più superficiale in assoluto.

Di acari, come molti altri insetti, ne esistono letteralmente migliaia di specie in tutto il mondo. Riuscire a sintetizzare in poche righe le loro caratteristiche è praticamente impossibile, ma può sicuramente essere utile segnalare la presenza di due tipi di acari in modo particolare, quelli più diffusi: da un lato c’è il Dermatophagoides Pteronyssinus, dall’altro il Dermatophagoides Farina.

Non conosci il Salvagente? Scarica GRATIS il numero con l'inchiesta sull'olio extravergine cliccando sul pulsante qui in basso e scopri cosa significa avere accesso a un’informazione davvero libera e indipendente

Sì! Voglio scaricare gratis il numero di giugno 2023

Si tratta di animaletti in grado di annidarsi praticamente ovunque, soprattutto (a livello casalingo) all’interno di materassi, cuscini, divani, tappeti e peluche. La loro presenza comporta la produzione di minuscole feci (dalle 6 alla 40 al giorno per ogni acaro) contenenti in media 0,2 mg di sostanze allergene. Questo è il motivo per cui molte persone soffrono di reazioni allergiche in presenza di acari e cercano così, pur a fatica, di liberarsene in ogni modo.

Gli stessi animaletti che infestano le nostre case sono poi quelli presenti sulla pelle e sul pelo degli animali di compagnia, fra i quali è ovviamente anche importante includere (tra gli altri) i conigli, i criceti e i porcellini d’India.

Per quanto riguarda gli animali, contrariamente agli umani, è però importante segnalare l’esistenza di un insetto in modo specifico, l’Otodectes cynotis appartenente alla famiglia dei Psoroptidi, che si insedia specificamente del canale uditivo.

Cos’è Otodectes cynotis

Questo acaro si sviluppa nell’orecchio del pet in questione nell’arco di circa tre settimane, attraversando un totale di 4 stadi (uovo, larva, protoninfa e infine deutoninfa) prima di raggiungere lo stadio finale di acaro adulto vero e proprio. Le femmine dell’animaletto depongono le loro uova nel canale uditivo dell’ospite che stanno infestando, e tutto lo sviluppo fisico dell’insetto avviene così nella parte esterna dell’organo dell’animale.

Crescendo, il piccolo insetto si nutre dei tessuti e delle cellule dell’epidermide dell’animale. Il suo ciclo di vita dura indicativamente due mesi e il contagio, se così si può chiamare, si produce attraverso il contatto fisico da un animale portatore all’altro.

Può anche accadere, seppur più raramente, che gli acari vengano trasferiti da un cane o un gatto all’altro attraverso le croste e il cerume che gli animali stessi espellono scuotendo la testa per il forte prurito.

Una situazione piuttosto comune, inoltre, è quella in cui gli acari passano da un animale all’altro in contesti dove questi esseri viventi sono a stretto contatto. Sovente, in aggiunta, capita che gli acari passino anche da specie diverse, spostandosi da un cane a un gatto e viceversa.

I sintomi più comuni di un’infestazione

Nel momento in cui l’acaro inizia a nutrirsi dei suoi tessuti superficiali, di solito si presentano irritazioni cutanee, arrossamenti e reazioni infiammatorie a livello delle orecchie. Il risultato è un agglomerato di cerume, di secrezioni legate all’infiammazione, di tracce di sangue e di escrementi degli acari stessi che escono dalle orecchie dell’animale.

Molto tipico è il forte senso di prurito percepito dal cane o dal gatto, che continua così a grattarsi con molta più insistenza e veemenza del solito. Purtroppo, in situazioni simili, il fastidio  può portare l’animale a ferirsi con le unghie.

In un contesto simile, è piuttosto comune che le orecchie dell’animale tendano a ingrossarsi e a infiammarsi in modo esagerato, con un prurito che non di rado riesce a trasmettersi anche alle guance e ad altre parti del muso. Se vittima di un’infestazione particolarmente estesa, il pet in questione potrebbe presentare persino entrambe le orecchie interessate dall’attacco degli acari.

Può inoltre succedere, in certi casi, che l’acaro riesca a spostarsi anche in altre aree del corpo del cane/gatto, generando un’infestazione generalizzata anche su fronte e schiena che si manifesta come una vera e propria dermatite, con sintomi simili a quelli delle comuni allergie.

Come rendersi conto della presenza degli acari

A fronte di un cane o un gatto che continuano a grattarsi con insistenza dovrebbero iniziare a scattare nel padrone i primi campanelli d’allarme. Tra i segnali di una possibile infestazione in corso c’è anche un altro elemento già citato in precedenza, ovvero la presenza di cerume sospetto, soprattutto di un colore scuro e dalla consistenza granulosa, come se si trattasse di fondi di caffè. Il cerume, infatti, è uno strumento con cui l’organismo dell’animale si protegge in caso di agenti esterni “di disturbo”.

Un prurito sporadico è ovviamente assolutamente normale, diverso invece è il discorso se l’animale dovesse continuare a grattarsi insistentemente e se il disturbo dovesse andare avanti a lungo. Chiaramente, questo tipo di sintomo può anche essere indicatore di altre condizioni in corso, come delle infezioni all’orecchio o la presenza di spighe come i forasacchi.

È molto importante ricordare, in questo contesto, come gli acari siano talmente piccoli da non poter purtroppo essere notati con una banale osservazione casalinga, a occhio nudo. Se il padrone dovesse sospettare un’infestazione in corso sarà per forza di cose necessario il consulto presso il proprio veterinario di fiducia, l’unico esperto ad avere a disposizione gli strumenti  per identificare la presenza dell’insetto.

Solitamente, basta una semplice visita iniziale per comprendere la radice del problema: ulteriori esami diagnostici e visite dermatologiche ancor più approfondite serviranno in sostanza per identificare altre malattie della pelle che sarebbero altrimenti difficili da notare con un semplice microscopio.

Le terapie più efficaci

Nel caso di una banale infestazione da acari, di solito, il veterinario prescriverà all’animale colpito alcuni antiparassitari ad hoc, in grado di uccidere la colonia di acari infestante in breve tempo. Spesso e volentieri a questa soluzione verrà associato l’utilizzo di lozioni antinfiammatorie, che andranno a lenire gli effetti secondari della condizione, calmando così arrossamento e prurito e riducendo il gonfiore.

Se fossero emerse delle infezioni batteriche legate a eventuali ferite infette un esperto prescriverà all’animale anche un ciclo di antibiotici che potrebbe potenzialmente durare per diverse settimane, fino a completa guarigione. Non è inoltre da escludere che alcune delle soluzioni proposte possano essere applicate anche ad altri animali presenti in casa.

Esiste, infine, la possibilità di applicare dei rimedi naturali. In ogni caso, è fondamentale ricordare come non si riuscirà attraverso essi a risolvere l’infestazione di per sé, ma soltanto a risolvere momentaneamente alcuni dei problemi che essa ha causato (come il dolore, il prurito etc.). Può essere molto utile in questo senso utilizzare un mix di idrolato di lavanda, di camomilla e di geranio, da applicare delicatamente sulle orecchie di cani e gatti: si tratta di una soluzione che regalerà loro un sollievo immediato ma che, come anticipato, non basterà per eliminare gli acari.