Disability Pride, in piazza a Roma, Milano e altre città italiane per i diritti delle persone con disabilità

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Carmelo Comisi, ideatore del Disability Pride, la manifestazione giunta alla nova edizione, che in varie città, tra cui Roma, Milano, Taranto, Bologna e Palermo, porta in piazza migliaia di persone con disabilità in cerca di un cambio culturale e concreto, racconta al Salvagente cos’è, com’è nata e per cosa lotta.

“L’obbiettivo è quello di arrivare a una società in cui le cose, gli strumenti, i servizi, siano pensati per tutti, persone con disabilità incluse, e che non ci siano categorie a parte”. Carmelo Comisi, ideatore del Disability Pride, la manifestazione giunta alla nova edizione, che in varie città, tra cui Roma, Milano, Taranto, Bologna e Palermo, porta in piazza migliaia di persone con disabilità in cerca di un cambio culturale e concreto, racconta al Salvagente cos’è, com’è nata e per cosa lotta. Carmelo, tetraplegico in seguito a un incidente, è costretto su una carrozzina.

Carmelo, com’è nata l’idea del Disability Pride?
È nata inizialmente da una mia idea, quando abitavo ancora in provincia di Ragusa, a Vittoria esattamente, ed ero consulente del sindaco su tematiche relative all’accessibilità e i diritti civili. La prima edizione, organizzata nell’estate del 2015, si chiamava Handy Pride era un’iniziativa itinerante di spettacoli in giro per alcuni comuni della provincia che venivano intervallati dalla lettura di alcuni articoli della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. In quell’occasione ho scoperto l’esistenza del Disability Pride, che avveniva a New York nello stesso periodo, mi sono messo in contatto con gli organizzatori e abbiamo deciso di internazionalizzare l’iniziativa di fare un gemellaggio.

Ad oggi, chi promuove il Disability Pride?
Abbiamo realizzato un network informale tra varie organizzazioni che nel tempo si sono messe insieme per organizzare questa iniziativa.

Quali sono i principi che vi muovono?
Con il Disability Pride cerchiamo di costruire quello che un giorno sarà un mondo inclusivo, dove non ci sono più le differenze, noi, voi, ma tutto sarà per tutti, ovviamente partendo da da quelle che sono le le disabilità.

Come?
Il Disability Pride cerca appunto di ridurre quello che nei secoli, nei millenni è stato il gap tra persone con disabilità e persone normodotate. Quindi non avere più gli strumenti autonomi e idonei e dedicati, ma che tutti gli strumenti siano per tutti. Uno dei principi cardine del Disability Pride è ispirarci ai criteri dell’universal Design: progettare in maniera che tutti possono utilizzare gli strumenti di uso comune e quotidiano.

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Per esempio, tutti i servizi igienici nei locali pubblici dovrebbero essere attrezzati per le persone con disabilità, non ci deve essere quello ad hoc.
Esatto, anche perché all’interno di una comunità ci sono persone cieche, sorde o con altre disabilità, mentre magari la struttura è pensata solo per le persone con disabilità motoria.

In 9 anni che cosa è cambiato a livello di consapevolezza e di leggi?
A livello di società civile, pressoché, siamo allo stesso punto. Le leggi per le persone con disabilità ce ne sono tantissime. Il problema di queste leggi è che non vengono attuate, cioè differenza.  Ci sono le migliori normative possibili e immaginabili. In teoria, sulla carta le persone con disabilità avrebbero accesso a alle migliori terapie, alle migliori cure, agli assistenti. Poi, in effetti le amministrazioni non stanziano quelli che sono i fondi necessari. Il problema fondamentale è culturale.

Può fare un esempio di differenza tra una la legge che c’è, che in teoria va benissimo, e poi dell’applicazione che non c’è?
Rispetto la Convenzione Onu delle persone con disabilità che è diventata legge in Italia a gennaio del 2009, tra i 50 articoli ce n’è uno che prevede la vita indipendente. Io, per esempio, sono una persona che ha bisogno di assistenza h 24, se non ci fossero i miei genitori non saprei come fare.

Perché non ce l’ha?
Non ci sono i fondi. In Italia c’è una normativa che ti dà diritto a quella cosa però poi ti dicono che non ci sono i soldi. chi riesce a farsi valere, riesce a farlo intentando delle cause contro le amministrazioni inadempienti e ci sono ormai anche degli avvocati che sono esperti in diritto delle persone con disabilità.

E poi c’è la questione dei trasporti e della mobilità in generale
Prendere mezzi pubblici, a Roma dove vivo, per esempio, è complicato. L’assenza di di scivoli, le buche dei marciapiedi. I bus sono quasi tutti attrezzati per le sedie a rotelle, semmai ci sono dei problemi più specifici per le persone non vedenti. Perché sebbene tutti gli autobus ormai abbiano pure la voce che ti dice in quale fermata sì e questa cosa non viene quasi mai attivata dall’autista. Poi c’è il problema degli ascensori della metropolitana, non tutte le fermate ce l’hanno, e a volte sono rotti. Io poi non riesco a superare il dislivello per entrare il vagone. A Milano hanno risolto con il personale che mette una pedana mobile e ti aiuta a salire, a Roma non c’è.

E poi c’è la questione lavoro

L’inserimento lavorativo in posti di lavoro dove le persone con disabilità ci potrebbero stare, Eppure le persone con disabilità esistono all’interno di partiti politici o ci sono anche delle importanti federazioni che hanno un ruolo all’interno di di delle strutture apicali di governo. Ma di disabilità se ne parla sempre in maniera strumentale, cioè quando c’è qualcuno che deve dire “togliamo i soldi da una parte per metterli dall’altra” e dice, “Eh, i soldi possono andare alle persone con disabilità”.

Quasi offensivo.
Significa anche che non conoscono le persone di questa comunità così variegato. E poi c’è la gestione del patrimonio assistenziale, dove si spreca un casino in termini di risorse e si danno servizi precari, perché ci mangiano sopra cooperative e altre realtà che ci fanno business.

Come si svolgerà quest’anno il Disability Pride?
Ci sono varie giornate in diverse città d’Italia, quello che facciamo a Roma e il Disability Pride Italia, che sarà il 23 Settembre. Inoltre ci sarà una nostra presenza all’interno di Roma Pride. Il programma completo si trova sul nostro sito.