Pfas: la società civile europea chiede il divieto totale degli “inquinanti per sempre”

PFAS

“I Pfas rappresentano un rischio inaccettabile per le generazioni attuali e future”. A dirlo è il manifesto per l’urgente messa al bando delle sostanze perfluoroalchiliche, firmato da circa 60 realtà della società civile europea, tra cui Greenpeace, Isde – medici per l’ambiente, e Mamme No Pfas. 

 

“I Pfas rappresentano un rischio inaccettabile per le generazioni attuali e future a causa della loro estrema persistenza e delle prove scientifiche che collegano l’esposizione a impatti dannosi sulla fauna selvatica e sulla salute umana”. A dirlo è il manifesto per l’urgente messa al bando delle sostanze perfluoroalchiliche, firmato da circa 60 realtà della società civile europea, tra cui Greenpeace, Isde – medici per l’ambiente, e Mamme No Pfas. 

“Prove chiare e inequivocabili della contaminazione”

“Esistono prove chiare e inequivocabili che dimostrano la contaminazione globale dell’ambiente, della fauna selvatica e delle popolazioni umane da parte dei Pfas, le sostanze chimiche di origine umana più persistenti finora conosciute” spiega il manifesto, secondo cui  “è molto preoccupante che solo una manciata di essi sia attualmente controllata da normative a livello globale, nonostante siano prontamente disponibili molte alternative più sicure”.

“Vietarli entro il 2030”

Per tanto, i firmatari lanciano l’appello: “Noi, organizzazioni della società civile europea, esortiamo gli Stati membri dell’Ue e la Commissione a vietare tutti i Pfas in tutti i prodotti di consumo entro il 2025 e a vietarli completamente entro il 2030“. Per le associazioni, ciò è possibile attraverso la restrizione dell’intero gruppo di Pfas ai sensi del regolamento europeo sulle sostanze chimiche Reach.” Esprimiamo il nostro sostegno allo sviluppo di una proposta di restrizione forte ed efficace attualmente in preparazione da parte di Danimarca, Germania, Norvegia, Svezia e Paesi Bassi” scrivono sul manifesto, e aggiungono: “Esortiamo i governi dell’Ue a sviluppare un piano rapido ed efficiente per la decontaminazione del suolo e dell’acqua potabile delle comunità colpite e a stanziare fondi sufficienti per tali progetti di bonifica. Il principio “chi inquina paga” deve essere applicato in modo coerente, in particolare per garantire che l’onere dei costi sia sostenuto da chi inquina, compreso il produttore, piuttosto che dal contribuente”.

Cosa sono i Pfas

I Pfas sono una grande famiglia di oltre 4.700 sostanze chimiche prodotte dall’uomo secondo le definizioni OCSE 2018. Dalla loro introduzione alla fine degli anni ’40, i Pfas sono stati utilizzati in una gamma sempre più ampia di prodotti di consumo e applicazioni industriali, che vanno dagli imballaggi alimentari e dall’abbigliamento all’elettronica, all’aviazione e alle schiume antincendio. Sono utilizzati per la loro capacità di respingere sia il grasso che l’acqua, nonché per la loro elevata stabilità e resistenza alle alte temperature, grazie al loro legame carbonio-fluoro. Tuttavia, questo legame – il più forte della chimica organica – è anche responsabile della loro estrema persistenza nell’ambiente, che conferisce loro l’etichetta di “sostanze chimiche per sempre”.

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Le promesse dell’Ue

Nel 2019, il Consiglio dell’Unione Europea ha invitato la Commissione a sviluppare un piano d’azione per eliminare tutti gli usi non essenziali dei Pfas e questo è stato integrato nella Strategia per le sostanze chimiche per la sostenibilità come parte del Green Deal europeo. Per i firmatari del manifesto, è fondamentale che gli Stati membri dell’Ue la Commissione non ritardino le misure per affrontare il problema crescente e persistente dell’inquinamento da PFAS.La crisi dell’inquinamento da Pfas deve essere trattata come una situazione di emergenza. Non c’è spazio per misure a metà” scrive il manifesto.