In quali alimenti è più probabile la presenza di micotossine

micotossine

Le micotossine sono presenti in alimenti insospettabili. Ecco quali sono i cibi che potrebbero contenerli e le limitazioni per gli adulti e i bambini.

Le micotossine sono delle sostanze tossiche che si generano durante lo stoccaggio degli alimenti. Anche se si rispettano tutte le norme di sicurezza, alcuni vegetali possono generare funghi o muffe, che provocano la formazione di micotossine. I problemi di salute si manifestano nel breve e nel lungo termine. Infatti, i danni vanno dalle strutture cellulari fino all’aumento del rischio di insorgenza del cancro.

Per questo, la normativa europea reg. CE 1881/06 è stato più volte aggiornato per venire incontro alle nuove esigenze. In questa panoramica vediamo quali sono le micotossine più pericolose per la salute e i limiti di legge per i bambini e gli adulti.

Cosa fanno le micotossine

Le micotossine sono di diverso tipo e fanno danni all’intero organismo. Quali sono le più pericolose?

Aflatossine o B1

Da non confondere con la vitamina B1, l’aflatossina è stata classificata nel 1993 come la più pericolosa dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Oltre alla B1, gli altri tipi esistenti sono con le sigle: B2, G1, G2 e M1. Si possono trovare nel latte e derivati, nel mais, nella frutta secca o a guscio e nelle spezie. Quando si fanno le analisi per la sicurezza alimentare, la presenza si indica in microgrammi per chilo.

Ocratossina A

L’ocratossina si trova in cereali e prodotti da forno. Si può trovare anche in caffè, cacao, spezie e liquirizia. Anche questa è stata classificata come potenzialmente cancerogena nel 1993, ma dall’Airc. In un parere del 2006, l’Efsa ha stabilito che – per commercializzare un prodotto alimentare – non si possono assumere più di 120 ng per chilo di peso corporeo a settimana.

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Zearalenone

Si trova soprattutto nel granturco. Non si dovrebbero riscontrare più di 0,25 microgrammi per chilo di peso corporeo al giorno.

Ulteriori accorgimenti

Il sistema europeo RASFF è stato creato a maggio 2019 per dare riferimenti chiari quando si fanno le analisi per le micotossine. A un primo riscontro, risulta che in altri Paesi – soprattutto Usa, Cina, Turchia e India – i controlli e i regolamenti siano meno stringenti rispetto all’Ue. Di conseguenza, si deve fare attenzione anche sulla provenienza del prodotto.

In ogni caso, quando il prodotto arriva in Ue, prima di essere commercializzato passa controlli internazionali e nazionali. Se ci sono problemi, le autorità ritirano dal commercio intere partite e informano la cittadinanza per buttare tutto via in caso di acquisto per sbaglio.

I limiti per i minori fino a tre anni

La normativa presenta però gravi problemi nell’identificazione delle dosi non pericolose per la salute. Infatti, i bambini sono tutelati solo fino a 3 anni, poi la normativa europea inserisce le stesse dosi degli adulti.

Le micotossine sono considerate sorvegliate speciali per i minori fino ai tre anni. La riduzione delle micotossine presenti nei prodotti alimentari nei bambini della fascia 0-3 scende al 25%, mentre la tolleranza sale al 28,57% per gli adulti, che però sono considerati tali per la normativa già dai tre anni.

I limiti per gli adulti

L’obiettivo sarebbe creare una fascia media per i bambini dai 3 ai 18 anni, in modo da non ritrovarsi con la soglia degli adulti. Infatti, la soglia di tollerabilità si attesta attorno all’8 percento.