Furano: in quali alimenti si trova e come evitarlo

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Il furano è una sostanza chimica contenuta in numerosi alimenti, è dannoso per la salute? Vi sono delle modalità per evitarlo? Vediamo nel dettaglio

Il furano è un elemento chimico privo di colore, che possiede un basso peso molecolare e decisamente volatile. Occorre comprendere in quali cibi in particolare si può trovare e se è pericoloso per la propria salute. In questo articolo andremo ad analizzare tutti questi aspetti in modo preciso e dettagliato.

Il furano negli alimenti: che cos’è e dove si trova?

Il furano si forma in seguito al riscaldamento degli alimenti, e appunto attribuisce ad alcuni il tipico sapore particolare. Il caffé è uno degli alimenti che maggiormente contiene il furano, in particolare quello molto tostato. Ma non solo, infatti è presente anche nelle zuppe pronte, nella birra, nei prodotti che possiedono la base di cereali, alimenti in scatola e quelli per l’infanzia.

Secondo quanto stabilito dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), conferma quanto affermato dai consumatori. Ovvero un’esposizione eccessiva a questa tipologia di sostanza e ai suoi derivati, comporta possibili danni al fegato, in primis nel caso di bambini molto piccoli.

Occorre però non creare troppo allarmismo, infatti gli studi sulla pericolositò del furano negli alimenti è ancora in corso.

Il furano negli alimenti si può evitare?

In base alla normativa attuale, i produttori non hanno nessun obbligo di indicare nelle etichette la presenza del furano. Anzi, vi sono delle regole che hanno come obiettivo quello di contrallarlo esattamente come avviene per altre sostanze chimiche contaminanti.

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Nonostante questo, è bene tutelarsi dal furano e da altri elementi, mettendo in atto degli accorgimenti utili, partendo innanzitutto dalla cottura degli alimenti.

Il furano infatti si forma in primis da una molteplicità di sostanze naturalmente presenti negli alimenti, come ad esempio la vitamina C, gli amminoacidi, i carboidrati, gli acidi grassi saturi e i carotenoidi.

Le condizioni che si creano in fase di cottura o di trasformazione del prodotto, permettono la formazione del furano e in taluni casi anche della sua perdita.

Infatti è molto importante riscaldare gli alimenti pronti per i lattanti e i bambini utilizzando il metodo a bagnomaria, senza l’impiego del coperchio, in questo modo si riuscirà a ridurre l’esposizione al furano tra il 15 e il 30%.

Furano negli alimenti: ecco alcuni consigli utili

Un particolare accorgimento va preso in considerazione per la preparazione del caffé, infatti è importante precisare che i livelli di furano in una tazza di caffé sono decisamente inferiori risspetto a quelli trovati nel caffé tostato e macinato.

Infatti il furano si volatilizza con la preparazione del caffè stesso. La tipologia che contiene un numero maggiore di furano è il caffè in capsule, rispetto alla classica polvere di caffè.

Inoltre è bene preferire delle cotture che permettono una maggiore volatilità del prodotto, come ad esempio la cottura al forno rispetto alla cottura mediante frittura.

In conclusione, è bene attendere un po’ di tempo tra la fine della cottura e il consumo, in quanto anche nel fumo è contenuto il furano.