Ciliegie, ecco perché fanno così bene: tutti i benefici di questo frutto gustoso

ciliegie

Sono ricche di vitamina C e A che aiutano a proteggere la vista e contribuiscono al buon funzionamento delle difese immunitarie: le ciliegie hanno tanti benefici che neanche conosciamo

La ciliegia è un frutto che ha meritato le attenzioni della Treccani per scegliere il termine “ciliegie” anziché l’obsoleto “ciliege” che si utilizzava fino allo scorso secolo. Le ragioni della perdita della vocale “i” nel nome non sono ben note, ma probabilmente come la ciliegia matura rapidamente anche la sua etimologia è maturata velocemente. Le ciliegie sono così precise nella loro stagionalità da essere usate nel film “Ieri, oggi e domani” da Aldo Giuffrè per ricordare a Mastroianni quando scadrà la libertà della grande Sofia Loren. Il genio di Cechov conclude il suo “Il giardino dei ciliegi”, anche se erano in realtà alberi di amarene, rappresentando con il loro taglio l’inutilità del materialismo appena intravisto dai borghesi. Le ciliegie sono ricche di significati e di valori che provare a raccontare qualcuno è complesso, ma ogni volta che le ritroveremo sulla tavola potremo apprezzarle ancora di più.

Il ciliegio e i suoi frutti sono tipici dell’area mediterranea

FALSO Il ciliegio appartiene al genere Prunus e nello specifico alla famiglia delle Rosaceae per cui è imparentato con albicocco, pruno, pesco, pero, melo ovvero con piante che producono drupe carnose quindi frutti con all’interno un nocciolo legnoso. Le Rosaceae includono anche le tante varietà di rose e probabilmente il rosso delle ciliegie e quello delle rose le accomuna nel significato di passione e trasporto amoroso. Le ciliegie le ritroviamo già nell’età del bronzo e oggi sono ancora fra i frutti più amati da tutti. I Greci dedicarono il frutto ad Afrodite, sono i portafortuna degli innamorati, e lo chiamarono kerasos, da cui deriva il termina spesso usato di cerasa, ma in Spagna parliamo di cereza o in paesi anglosassoni ci cherry. L’albero fu importato a Roma dall’Asia Minore grazie al generale Lucullo, quello delle albicocche per intenderci, che lo prelevò in Turchia presso Cerasunte. A Lucullo Roma deve molto dal punto di vista militare, ma i gastronomi gli devono forse molto di più. Le ciliegie sono divise in tenerine, piccoli e tenere, e in duracine, ovvero croccanti e di colore rosso intenso molto più adatte per creare dolci. La gastronomia francese ha inventato il Clafoutis un generico tipo di dolce, esiste di mele o di albicocche o di mele, che usa solo frutta di stagione, ma il Clafoutis di ciliegie, letteralmente conficcate nell’impasto, ne è la sua apoteosi sensoriale. I ciliegi producono dei fiori molto belli, si narra del colore bianco virato a rosso per i Samurai caduti in nome dell’Imperatore, e il Giappone ne ha fatto il simbolo nazionale. Si tratta di varietà solo floreali e “low cost” senza fare viaggi intercontinentali, possiamo trovare dei bellissimi di ciliegi all’EUR di Roma donati nel 1959 a rappresentare l’amicizia fra i due paesi. Una curiosità collegata alle ciliegie; hanno un proprio Santo protettore, San Gerardo dei Tintori di Monza, vissuto nel 1100, che si festeggia il 6 giugno ed è spesso rappresentato con un rametto di ciliegio.

L’Italia produce poche ciliegie e molto spesso sono importate

FALSO L’Italia nel 2018 era il sesto produttore con circa 115mila tonnellate, al primo posto ritroviamo la Turchia con circa sei volte tale produzione e leader mondiale. Le nostre ciliegie sono considerate fra le migliori e il 30% si produce in Puglia, ma ricordiamo anche le ciliegie di Vignola considerate altrettanto eccellenti per qualità e valore sensoriale. Le ciliegie che siamo abituati a comprare sono o dolci, Prunus avium, oppure acide, Prunus cerasus, sulla falsariga delle mandorle amare o dolci. Nel caso delle ciliegie amare parliamo di amarene, marasche oppure delle visciole. Quest’ultime sono confuse con amarene e ciliegie, ma la loro polpa è tenera e succosa e dopo un primo approccio amarognolo rilasciano un retrogusto dolce molto caratteristico. La visciola è una pianta più resistente e si adatta meglio al Nord, ma gli studi recenti dimostrano che gli antociani ovvero i pigmenti rossi salutari sono presenti in quantità maggiore se confrontate alle ciliegie dolci. Ricordiamo che le migliori difese antiossidanti e antinfiammatorie sono concentrate spesso nella buccia dei frutti perché possano difendere i semi presenti nella polpa, e quale migliori frutti come ciliegie, visciole o amarene che si mangiano senza nulla perdere rispondono a questo vantaggio. Il fresco è preferibile ai prodotti in scatola che tendono a diluire polifenoli e antiossidanti nei liquidi di conservazione. Resta da spendere qualche parola per l’albero amareno che produce amarene; parente stretto delle visciole ha frutti ovali e una polpa meno cangiante come colore. Le amarene sono spesso selvatiche perché la pianta è molto rustica, ma non cresce oltre i mille metri di altitudine, ma i suoi frutti sono molto delicati per cui appena raccolti vanno consumati rapidamente prima che si rovinino ed ecco perché spesso le troviamo come amarene sciroppate o confetture. Infine, il maraschino, un liquore industriale creato dal 1759 a Venezia, ma di origine dalmata, ottenuto da ciliegie marasche che sono poste in infusione spesso con foglie e noccioli con alcool, zucchero e acqua per avere un grado alcolico finale di circa 30%.

Le ciliegie hanno proprietà salutistiche molto interessanti e a volte misconosciute

VERO Le ciliegie sono ricche di Vitamina C, ne contengono circa 7 mg per etto pari al 7% della dose giornaliera, e Vitamina A con un totale di circa 90 ug per etto utili a proteggere la vista, a migliorare le difese immunitarie e in generale a rafforzare l’organismo. Per la ricchezza di carotenoidi e di Sali minerali migliorano la salute della pelle e la loro stagionalità le rende adatte ad abbronzarci in modo naturale e con minori rischi. Una crema a base di ciliegie viene consigliata come crema per il viso per le sue proprietà rivitalizzanti, antiinfiammatorie e antiossidanti. Le ciliegie forniscono circa 1 gr per etto di proteine e 16 gr di carboidrati mentre le fibre sono rappresentate da circa 2 gr per etto. Questo rende le ciliegie un frutto da inserire, in maniera equilibrata, sia nelle diete ipocaloriche che nei piani alimentari per diabetici considerando che hanno un indice glicemico pari a 22 paragonabile al pompelmo o alle fragole o ai pomodori per cui sono frutti a basso indice glicemico. Per quanto riguarda i Sali minerali, le ciliegie forniscono Magnesio per il 5% della dose consigliata con 11 mg per etto, Potassio con 220 mg per etto ci forniscono il 6% che occorre quotidianamente e il Rame che rappresenta il 7% della dose giornaliera. A questi componenti si aggiungono sostanze interessanti come le Cianidine 30,21 ug, le Catechine e la Quercetina con 2,3 ug per etto. La misura di una porzione di ciliegie di solito è pari a circa 150 gr e ne bastano circa una dozzina al giorno, se aggiungiamo altri tipi di frutta. Un eccesso può dare qualche effetto lassativo dovuto agli zuccheri come il sorbitolo mentre la giusta porzione di ciliegie è idratante e diuretica nonché protettiva per il nostro fegato.

Tutti ciò che si dice sulle ciliegie ha una sua ragione

FALSO/VERO Una ciliegia tira l’altra non è facile da spiegare, è sinonimo di azioni compulsive e ripetitive, ma il colore rosso, il sapore gradevole, la presenza di sostanze che inconsapevolmente sappiamo utili per la salute, rende giustificato il perché davanti ad un cesto di ciliegie mature non riusciamo sempre a dominarci. Il poeta Enrico Thovez diceva che “Quando era in fiore il ciliegio, le prime sere d’aprile, che già si allungavano i giorni” e rende merito ad un frutto che rappresenta da maggio a luglio la stagione del risveglio e della dolcezza meglio di altri frutti. Il grande Neruda dedica alle ciliegie questo verso “Voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi”, ma le ciliegie erano usate nel passato per gioco come primi vezzosi pendenti delle bambine, sono mangiate spesso immerse nella cioccolata fondente per combinare due alimenti afrodisiaci, forse perché il picciolo aiuta a consumarle una volta ricoperte. I gelati variegati a ciliegia o alle amarene sono molto diffusi e apprezzati in tutte le stagioni.

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E’ facile scegliere le migliori ciliegie al mercato

VERO Le ciliegie sono frutti molto delicati da consumare freschi o al massimo entro 7-14 giorni dal raccolto se ben conservate. Le ciliegie meno fresche sono meno dure al tatto, il loro colore è differente perché i pigmenti/antiossidanti nel frattempo si modificano e anche il sapore peggiora nonché l’aspetto è in generale meno gradevole. L’ideale è usarle a colazione o anche come merenda, una volta lavate sono facili da trasportare e mangiare come spezza fame. Volendo possiamo congelarle perdendo poche proprietà sia sensoriali che nutrizionali. Per ritrovare le ciliegie fuori stagione scegliamo frutti sodi e al giusto punto di maturazione; laviamole bene e facciamole asciugare tenendole separate su un vassoio metallico che aiuta a congelarle in poche ore, dopo le riponiamo nei sacchetti per alimenti e in questo modo le ciliegie durano anche 5 o 6 mesi. Possiamo anche eliminare il nocciolo col vantaggio di usarle per fare dolci, frullati o gelati senza doverle scongelare. A proposito mangiare noccioli ha sempre spaventato, ma le dimensioni non sono tali per cui se nella foga di mangiarle ingoiamo un nocciolo o due non ci crea grossi problemi, ma sarebbe sempre bene evitarlo e soprattutto sorvegliamo i più piccoli se vogliamo fare assaggiare ad esempio dei rossi duroni nel periodo estivo. I costi delle ciliegie sono in alcune annate molto elevati, questo perché la raccolta di solito è manuale e questo significa costi elevati, tempi lunghi e il tutto si riverbera sul consumatore finale.

Effetti negativi delle ciliegie non ci sono

FALSO Uno studio svolto in Usa riporta le ciliegie come il settimo prodotto più positivo a trattamenti con molecole di sintesi. Purtroppo, la bellezza è spesso anche sinonimo di fragilità, come ci ricorda Ovidio, e le ciliegie possono essere attaccate da insetti come la drosofila, subire il cracking ovvero per l’eccesso di acqua (Lavoro doi: 10.3390/plants10040619) che rendono il prodotto poco accettato dai consumatori e questo costringe gli agricoltori a difendere il prodotto in maniera molto ampia.

Conclusioni
Rosso ciliegia, labbra a forma di ciliegia, prendiamo spunto dalla filosofia giapponese per cui il fiore di ciliegio, Sakura, è sinonimo di pazienza, di rispetto della natura nel suo complesso e soprattutto per ritrovare la pace interiore. Il donare ciliegie è un gesto che unisce bellezza, sapore e nel passato era sinonimo di rispetto ed educazione. Tutto ciò che rappresenta le ciliegie serve ora per tutti.