Brasile, frutta e verdura contaminate da pesticidi: multa per Carrefour

“Se vi chiedessimo di pensare a una parola che rappresenti un alimento gustoso e nutriente, non sarebbe certo ‘pesticida’”. Nonostante il claim che Carrefour Brasile ha utilizzato per lanciare la sua campagna di sensibilizzazione nel paese, la catena è finita nel mirino di un’inchiesta attraverso la quale Agência Pública e Repórter Brasil hanno dimostrato l’uso massiccio (e talvolta anche di sostanze proibite) di pesticidi nei suoi prodotti vegetali. Incorrendo finanche in sanzioni amministrative.

A Bahia, una catena di supermercati appartenente al gruppo è stata condannata a pagare 100 mila real brasiliano (confermata dalla Corte di Giustizia di Bahia) per la vendita di fragole con sostanze vietate dall’Anvisa e lattuga con pesticidi al di sopra del livello consentito. A Rio Grande do Norte, Carrefour è stata, invece, condannata a pagare 60 mila real per la vendita di mele, cetrioli, cavoli, peperoni e ananas, contenenti anche sostanze proibite o superiori alla concentrazione massima consentita. E a Rio Grande do Sul, il supermercato ha firmato un termine di adeguamento della condotta con il ministero pubblico statale dopo essere stato citato in giudizio con l’accusa di vendita di prodotti con pesticidi al di sopra del limite consentito.

I rischi per la salute

Una scoperta preoccupante soprattutto per i risvolti sulla salute dei cittadini. “Questo scenario crea rischi per la popolazione” afferma Guilherme Cavalcanti, medico e ricercatore dell’Osservatorio sull’uso dei pesticidi e le conseguenze per la salute dell’Università federale del Paraná (Ufpr), sottolineando che i limiti consentiti dall’Anvisa sono già messi in discussione dai ricercatori per essere poco severi: “Superlarli – spiega – è davvero preoccupante”.

Le sostanze

Captano, pyraclostrobin e imidacloprid: queste erano le tre sostanze presenti nelle fragole e nella lattuga vendute da Atacadão, una catena di supermercati del gruppo Carrefour, a Bahia.

Il captano è una sostanza che un tempo era considerata “probabilmente cancerogena” dall’agenzia di regolamentazione statunitense. L’attuale valutazione dell’agenzia è che la sostanza non è suscettibile di provocare il cancro se utilizzata in conformità con le sue regole d’uso. Nel 2015, il Ministero Pubblico Federale di San Paolo (MPF-SP) ha chiesto alla giustizia un divieto immediato dei pesticidi contenenti captano in tutto il Brasile.

Non conosci il Salvagente? Scarica GRATIS un numero della nostra rivista cliccando sul pulsante qui in basso e scopri cosa significa avere accesso a un’informazione davvero libera e indipendente

Sì! Voglio scaricare gratis il numero di novembre 2021

L’imidacloprid, invece, è l’ottavo pesticida più venduto in Brasile, con 10.000 tonnellate vendute nel 2018: è una sostanza neonicotinoide, cioè derivata dalla nicotina, ed ha la capacità di diffondersi in tutte le parti della pianta questo significa che sbucciare il cibo o lavarlo non è sufficiente per rimuovere tutti i residui. La sostanza è letale per le api ed è stata la più trovata nella frutta nell’ultimo rapporto del Programma Anvisa per l’analisi dei residui agrochimici negli alimenti (PARA), con i risultati dei test effettuati su frutta e verdura tra il 2017 e il 2018.

Il pyraclostrobin provoca irritazione alle vie respiratorie e alla pelle. Secondo una ricerca dell’Istituto di Bioscienze dell’Università Statale di San Paolo (Unesp), la sostanza rende le api operaie più lente, il che può portare al collasso della colonia. Ciò genera impatti sul ciclo di impollinazione e anche sulle attività degli apicoltori.

La difesa di Atacadão

A sua difesa, Atacadão ha riconosciuto che i prodotti vengono analizzati da un nutrizionista dell’azienda, “ma si tratta di un’analisi meramente visiva dell’aspetto e delle condizioni fisiche” e che “l’azienda non effettua alcuna analisi del prodotto per verificarne la regolarità in relazione all’uso di pesticidi”.

Le altre sanzioni

A Natal, nel Rio Grande do Norte, la sorveglianza sanitaria dello Stato ha riscontrato residui di pesticidi vietati o al di sopra del limite in diversi alimenti venduti nei supermercati Carrefour. Questa volta, i prodotti erano cetrioli, pomodori, ananas, peperoni e cavoli. Secondo l’ispezione statale effettuata nel 2010, sono stati rilevati metil azinfos, carbendazim, tebuconazolo, procimidone, metomil, beta cipermetrina, permetrina e lambda-cialotrina.

A Rio Grande do Sul, i rapporti della Divisione di sorveglianza sanitaria del Centro statale per la sorveglianza sanitaria hanno anche rilevato residui di pesticidi al di sopra del livello consentito negli alimenti venduti da Carrefour nello stato. A differenza degli altri casi, la catena ha accettato di firmare un Term of Conduct Adjustment con il giudice del Rio Grande do Sul. Nel termine, tra le altre misure, Carrefour si è impegnata a sospendere l’acquisto di prodotti agricoli da fornitori accusati di uso di pesticidi e a pagare l’importo dell’indennizzo.