Ddl Concorrenza, su Rc-auto e telefonia Draghi dimentica i consumatori

CONCORRENZA DRAGHI

Il governo Draghi presenta oggi il Ddl Concorrenza con una serie di misure per rendere – almeno sulla carta – più dinamico e concorrenziale il mercato italiano. Un disegno di legge che sembra però più un passaggio dovuto rispetto agli impegni assunti dall’Italia per “sbloccare” i fondi europei del Pnrr piuttosto che un aiuto concreto ai consumatori italiani.

Cosa non c’è nel testo: la riforma dei risarcimenti Rc-auto

Emblematici sono i casi della Rc-auto e della telefonia. L’articolo 27 del Ddl Concorrenza “Modifica alla disciplina del risarcimento diretto per la responsabilità civile autoestende la convezione per il risarcimento diretto (Card) anche alle compagnie di assicurazioni straniere ma operanti in Italia. Oggi circa il 30% delle compagnie non è obbligata ad aderire alla Card. Bene. Ma si cura il sintomo non la malattia, ovvero le storture del sistema dei forfait che regola i risarcimenti.

Con la riforma introdotta nel 2007, il conducente che subisce un incidente, non viene più risarcito dalla compagnia del responsabile, bensì dalla propria; quest’ultima riceve poi un rimborso dall’assicurazione del conducente che ha provocato l’incidente. Il dare e l’avere tra le compagnie è regolato dalla Stanza di compensazione gestita dalla Consap che ogni anno stabilisce quanto spetta alla compagnia del danneggiato se nell’incidente il paraurti si è rotto o la forcella si è squilibrata a seguito di un tamponamento e via elencando.

L’assicurazione del responsabile quindi non versa alla compagnia del danneggiato l’importo erogato al danneggiato bensì una cifra forfettaria che, lamentano i costruttori, è inferiore a quella necessaria per riparare il danno. E come si rifà la compagnia che ha versato di più? Aumenta  le tariffe. Per tutti.

La  riforma del sistema dei forfait è da anni richiesta, al governo e al Parlamento, da parte dell’Antitrust e anche le associazioni dei consumatori ne chiedono da tempo una radicale rivisitazione. “Così come sono stati concepiti producono solo dei sovraccosti che le assicurazioni scaricano sugli utenti”, attacca Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia ed esperto assicurativo. “Occorre sempre di più avvicianare il costo delle riparazioni a quello del forfait altrimenti meglio abolirli”.

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Cosa non c’è nel testo: l’abolizione delle spese di recesso nella telefonia

L’articolo 21 inserisce il “Blocco e attivazione dei servizi premium e acquisizione della prova del consenso“: per attivare i servizi a sovrapprezzo, quelli che spesso si attivano con una semplice disattenzione cliccando sul display, le compagnie dovranno registrare il consenso del consumatore. Una norma che rischia di essere ridondante perché già di fatto previsto da quanto ha stabilito l’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, a gennaio scorso: un blocco di default a tutte le attivazioni dei servizi premium e una procedura rigida per l’attivazione dei servizi premium in abbonamento. Tale procedura prevede l’inserimento del numero di cellulare seguito da una one time password (Otp) di almeno cinque cifre, che il cliente deve inserire manualmente al fine di acquisire una documentata prova del consenso espresso. Dunque cosa cambia? Nulla come spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unc: “Per la telefonia ci si limita a vietare di attivare i servizi premium senza il previo consenso espresso e documentato dei consumatori. Troppa grazia! Nulla si dice sulla cosa più importante, ossia azzerare le spese di recesso, unico presupposto utile per aumentare la mobilità del consumatore e, quindi, la concorrenza, come avvenuto per i mutui o l’Rc-auto”

Cosa manca nel testo

Per quanto riguarda le concessioni agli stabilimenti balneari e alle licenze per i venditori ambulanti che la Ue chiede da anni di rivedere mettendole in gara, il Ddl Concorrenza non intacca la situazione esistente: si farà solo una mappatura delle concessioni di beni pubblici e di aree demaniali portuali. Come dire: fotografiamo la situazione e poi chi vivrà vedrà.

Anche sui Notai, dopo una prima bozza circolata ieri in cui si estendeva la possibilità di esercitare in tutta Italia, al di fuori dunque del distretto di appartenenza e della Regione di assegnazione, il governo sembra aver fatto marcia indietro.

Cosa resta nel testo

Il Ddl – 32 articoli – interviene in generale su una serie ampia di settori: dalle nomine dei dirigenti d’ospedale al rafforzamento dei poteri dell’Antitrust, fino ai taxi, l’affidamento del servizio di trasporto locale alla gestione del servizio di raccolta rifiuti.

Su taxi e Ncc con un decreto legislativo, il governo “promuoverà la concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, per stimolare standard qualitativi più elevati”. Nello stesso tempo, saranno inasprite le sanzioni per chi esercita abusivamente questa attività.

Le società che impiantano colonnine di ricarica per auto elettriche potranno contare sull’aiuto dello Stato o degli enti locali che garantiranno loro “procedure competitive, trasparenti e non discriminatorie”.

Procedure più “veloci” per favorire la diffusione della banda larga. I proprietari di  una struttura fisica in grado di ospitare i cavi in fibra ottica dovranno giustificare il loro rifiuto allegando documenti fotografici, planimetrie e ogni documentazione tecnica che avvalori l’oggettiva inidoneità”.