Il sale iposodico potrebbe salvare milioni di vite

SALE IPOSODICO

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Un semplice atto, come quello di sostituire il sale da cucina con il sale ipososodico, un’alternativa più ricca di potassio e a ridotto contenuto di sodio porterebbe a salvare milioni di vite.

È il risultato a cui è arrivato uno dei più grandi studi mai condotti in questo campo, quello, pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha analizzato i dati di uno studio randomizzato su 20.995 persone provenienti da 600 villaggi della Cina rurale. I partecipanti avevano una storia di ictus o erano over60 anni e avevano la pressione alta.

I soggetti hanno utilizzato un sostituto del sale composto da 75% di cloruro di sodio e 25% di potassio. Nel gruppo di controllo, invece, continuavano a usare il normale sale da cucina, composto al 100% da cloruro di sodio.

Le analisi di follow-up sono state condotte sugli stessi partecipanti in media tra 4,5 e 5 anni.

Meno ictus e patologie cardiache

I risultati hanno rivelato che rispetto al gruppo di controllo, i tassi di ictus, eventi cardiovascolari maggiori e morte erano inferiori nei partecipanti che hanno consumato il sale iposodico.

I ricercatori hanno anche testato l’alto contenuto di potassio (iperkaliemia clinica), che non è risultato essere significativamente più elevato con il sostituto del sale rispetto al sale normale.

“Milioni di vite salvate col sale iposodico”

Per il coautore dello studio Feng He, professore di Global Health Research presso il Wolfson Institute of Population Health, Queen Mary University di Londra, lo studio fornisce la prova che l’uso di un sale che contiene meno sodio e più potassio ridurrà efficacemente l’assunzione di sale e aumenterà il potassio, riducendo così il rischio di chi soffre di ictus e di morte per qualsiasi causa.

“A livello globale, milioni di vite sarebbero salvate da questo semplice approccio”, ha osservato.

“Il consumo di sale in Cina è tra i più alti al mondo, con assunzioni medie di sale (10-12 g/giorno) più del doppio del limite raccomandato dall’OMS (meno di 5 g/giorno)“, ha continuato il professor He. “In Cina e nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, la maggior parte del sale nella dieta viene aggiunto dal consumatore, quindi incoraggiare le persone a usarne meno durante la cottura è la migliore strategia per migliorare la salute pubblica”.​

A livello globale, invece, la maggior parte delle persone consuma il doppio dei 5 g di sale giornaliere raccomandati dall’Oms, esponendosi a un rischio maggiore di malattie cardiache e ictus, patologie che uccidono circa 3 milioni di persone ogni anno. Per questo, l’Organizzazione mondiale della sanità ha rilasciato una nuova serie di parametri di riferimento globali per i livelli di sodio in oltre 60 categorie di alimenti che aiuteranno i paesi a ridurre il contenuto di sodio negli alimenti per migliorare le diete e salvare vite umane.

Anche le industrie potrebbero utilizzarlo

Il professor Graham MacGregor, presidente di World Action on Salt and Health e professore di medicina cardiovascolare presso Barts e la London School of Medicine, ritiene inoltre che l’industria alimentare possa ridurre le “enormi quantità” di sale che aggiungono al cibo e sostituirlo in sicurezza, ove necessario, con il sale iposodico.