Un motore diesel può essere una soluzione per l’ambiente?

DIESEL INQUINAMENTO

Egregia redazione

sono lettore del Salvagente dall’inizio e abbonato da anni e quasi sempre trovo equilibrate e interessanti le vostre posizioni. Ma sono rimasto esterrefatto quando ho letto a pagina 24 del numero di luglio la vostra affermazione “la soluzione migliore per l’ambiente e per i consumi è senza ombra di dubbio l’acquisto di una vettura diesel”. Io avevo sempre letto che il carburante meno inquinante e più economico era il metano, e infatti uso auto alimentate a metano da una vita con grande soddisfazione, mentre il gasolio era il più inquinante di tutti. Mi sono perso qualcosa?

Con stima           

Paolo Maurizio – Tribano (Pd)

Gentile Paolo grazie per il contributo che ci consente di fare chiarezza su una questione che riguarda da vicino la nostra quotidianità. Abbiamo chiesto, come facciamo spesso quando affrontiamo temi automobilistici come quelli trattati nel numero di luglio, un parere a Enrico De Vita, ingegnere e giornalista di settore. Ecco cosa ci ha risposto:

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Mi rendo conto che, non essendo mai stato allineato, soprattutto alle mode, il mio giudizio sul metano e sul diesel possa sorprendere. Tuttavia, un recentissimo sondaggio indetto dall’Uiga (Unione italiana giornalisti dell’automobile) a sorpresa, giunge alle stesse conclusioni. Si trattava di votare “Il Motore del futuro“, ovvero quello più rispettoso dell’ambiente (sia quanto a gas serra e CO2, sia quanto a inquinanti nocivi per la salute), tenendo conto dei consumi energetici (costo di esercizio per il consumatore), del costo di produzione e dell’affidabilità nel tempo. La scelta era fra sei soluzioni, fra le quali, per ragioni di opportunità rispetto alla decisioni di alcuni governi e amministratori, erano stati esclusi i motori endotermici puri (sia a benzina, sia a gasolio) nella configurazione più semplice, cioè non ibrida. I tipi di motore da votare erano sei: Idrogeno, Elettrico 100%, Metano, Ibrido ricaricabile, Ibrido Benzina, Ibrido Diesel.

Al primo posto è risultato il motore Diesel nella configurazione ibrida. All’ultimo posto il Metano. Ho partecioato anche io al voto e il risultato non mi sorprende perchè espresso in forma anonima, da giornalisti che provano tutti i giorni i nuovi modelli e che conoscono gli sviluppi della tecnica. Pertanto ne è derivato un giudizio  non condizionato dalla pubblica opinione.

C’è di più. Il diesel ibrido. Se usato in città, riduce i consumi del 30-35%,ma se usato in autostrada li aumenta del 5-10%, a causa del maggior peso della parte ibrida. In ogni caso il costo della ibridizzazione è superiore ai 3.000 euro e impone una scelta a seconda dell’impiego urbano o extraurbano. Ecco perchè ho suggerito il diesel al di fuori delle metropoli.

Infine fra diesel Euro 5 ed Euro 6 le differenze consistono esclusivamente nella quantità di NOx (ossidi di azoto) emessi nell’impiego reale su strada. Ho lavorato per tre anni con i laboratori europei a valutare tali differenze; si tratta di briciole, di milligrammi, sui quali si è combattuta una battaglia che costa moltissimo al consumatore, me che a conti fatti non valeva la pena di sostenere. Ma le reazioni al Dieselgate sono state così isteriche che pochi hanno avuto il coraggio di ridimensionare la relativa bassa nocività degli NOx per l’ambiente. Basti osservare che questo gas è stato limitato in modo assurdamente severo dalle normative Euro 6 (nelle varie sottoclassi fino a Euro 6 d Temp), ma solo per le vetture, mentre per i Tir (camion con cilindrate fino a sei volte quella della media delle automobili e con percorrenze annue 10 volte maggiori) silenzio stampa. Tanto per valutare il problema: la peggiore delle diesel Euro 5 emette 0,4 grammi di NOx al km, ovvero 0,4 kg ogni 1000 km. Ogni fulmine ne produce in media 1,7 kg.

Per quanto riguarda il metano, osservo che fino all’inizio di questo secolo era sicuramente il combustibile più pulito di tutti. Oggi non lo è più grazie alle tecnologie adottate nel frattempo per migliorare gli altri motori. È ancora migliore dei benzina (di circa il 12%) per quanto riguarda la emissione di anidride carbonica, ma non tocca i traguardi del diesel che è accreditato di un vantaggio del 25-30% nella CO2.