Come conservare al meglio il gelato una volta aperta la confezione?

gelato

Il gelato è un alimento che molti ancora considerano pari a una scappatella dalla dieta, invece fornisce calorie, carboidrati e soprattutto del conforto. Il gelato sembra un alimento con un carattere “gelido” ma invece chiede cure e attenzioni dall’acquisto, alla conservazione sino al consumo sempre misurato ed equilibrato. Il gelato è perfetto perché si possa essere “peccatori” senza essere circondati dal calore delle fiamme dell’Inferno del Gobbo di Notre Dame. In effetti è un prodotto che sempre più spesso è nutrizionalmente migliorato ed anche funzionale perché ha effetti positivi sulla nostra salute psicologica che può e deve essere confortata da alimenti come cioccolato, dolci, etc. Il gelato oramai ha conquistato anche gli adulti, si consuma durante tutto l’anno e offre infiniti gusti e varianti. Ma quando tutto sembra perfetto c’è sempre qualcosa da dire.

Quando non finisco il gelato preferisco ricongelarlo per il giorno dopo, tanto non ci sono problemi

FALSO Il gelato ricongelato è una possibile fonte di rischio per la nostra salute; sembra strano come molti hanno chiaro che scongelare equivale a cucinare, per il gelato questo principio è meno radicato forse perché non si “cuoce” e quindi appare come un cibo eternamente simile a se stesso anche se ciò non è vero. Certamente, con l’arrivo dell’estate il gelato è un ospite gradito a fine pranzo, ma talvolta si sbagliano le porzioni e allora per non sprecarlo si preferisce ricongelare quello che sembra quasi diventato un frappè semiliquido. Il calore aiuta i batteri a moltiplicarsi e queste condizioni sono perfette per cui può accadere che batteri indesiderati crescano troppo di numero o che la concentrazione batterica complessiva sia comunque troppo alta dando qualche problema intestinale. I batteri del gruppo della Listeria sono fra i più pericolosi e danno conseguenze talvolta gravi per il nostro organismo per cui un gelato ricongelato dopo l’acquisto o se lasciato sul tavolo da pranzo per troppo tempo si pensa di rimetterlo in freezer, rappresenta un potenziale problema per il nostro sistema gastro-intestinale. Aggiungiamo che la disabitudine ad usare dei cucchiai di servizio o la visita di qualche insetto conviviale, come una mosca attratta dallo zucchero, o altri fattori ed ecco che involontariamente abbiamo messo su un efficiente incubatore casalingo per batteri.

Mi piace mangiare il gelato direttamente dalla vaschetta, non credo che questo sia un problema

FALSO Certo affondare il cucchiaio nella vaschetta e una delle più piacevoli sensazioni che ci si può regalare e il gelato è fra i più potenti confort food che abbiamo in casa, ma qualche domanda va fatta. Vivendo da soli può sembrare innocuo mangiare direttamente dalla vaschetta per poi riporla sino all’indomani, del resto sono i miei batteri che vado a “rimangiare” il giorno dopo. È pur vero che i batteri che trasferiamo al gelato e poi rimangiamo sono gli stessi ma le quantità sono diverse avendo dato il tempo loro di moltiplicarsi. In altre parole, avremo il giorno dopo un gelato arricchito dei nostri batteri che nel frattempo si sono moltiplicati sfruttando come nutrienti i grassi e gli zuccheri del gelato. Mangiare direttamente dalla vaschetta è un processo apposta lento e per alcuni “meditativo”, dove godiamo del piacere di ogni cucchiaiata e questa procedura è alleata della crescita batterica. Se a tutto ciò aggiungiamo il tepore di una serata estiva o di una casa invernale ben riscaldata, ecco che regaliamo ai batteri bloccati dalla bassa temperatura del nostro congelatore quello che occorre per “scatenare l’Inferno” citando Ridley Scott del Gladiatore. Lo stesso rimestare nel gelato per scegliere la parte più buona, comporta anche di incorporare dell’aria nella massa e questo rappresenta un ulteriore vantaggio per la crescita dei batteri già presenti. La soluzione ideale è scegliere il gusto prima di aprire il frigo, prendere una o due cucchiaiate di gelato, senza truccare sulle dimensioni del cucchiaio, metterle in una tazza così evitiamo di mangiare l’intera vaschetta e da questo momento congeleremo per qualche minuto le nostre ansie e le nostre umane debolezze con un alimento sano e di grande conforto.

Compro spesso il gelato al supermercato e lo porto a casa, sono molto attento a come faccio l’acquisto

VERO Una delle prime avvertenze è di non mettere nel carrello della spesa la vaschetta appena entrati nel supermercato; fortunatamente oggi i gelati sono posizionati quasi all’uscita o poco prima delle casse. La paura di dimenticare l’acquisto non aiuta a raffreddare il carrello mentre gironzoliamo per completare gli acquisti, altrimenti il nostro gelato fonderà sempre di più trasformandosi in altro. Sempre che non abitiamo proprio sul supermercato dobbiamo sommare al tempo speso nella fila della cassa e il traffico trovato in auto, il tempo per parcheggiare e quello per recuperare le nostre forze una volta rientrati a casa dopo aver fatto la spesa. Al fine il gelato sarà a bassa temperatura in un congelatore talvolta in ritardo rispetto al suo acquisto e questo ritardo non lo renderà migliore. Tutto ciò come per magia dopo aver comprato un gelato ci troviamo a gustare qualcosa di sorprendentemente diverso nella forma e nell’apparenza e può aumentare anche il rischio microbiologico laddove la sicurezza del gelato ha già delle criticità. Aggiungiamo che i banchi congelatori dei supermercati sono alla mercè di chi li apre e poi dimentica di chiudere per cui il danno diretto è un innalzamento della temperatura a cui si aggiunge una più frequentemente rottura dei congelatori e quasi sempre una minore efficienza. Un segnale di allarme ci viene dalla brina presente sulla confezione: se la vaschetta o il contenitore sono brinati in superficie allora è meglio “desistere” come diceva il grande Totò. Per questi e gli altri prodotti della catena del freddo si rivelano utili le borse frigo che assicurano un minimo mantenimento della temperatura e riducono il “risveglio primaverile“ dei batteri patogeni o meno presenti.

Dopo l’acquisto del gelato, a casa uso della pellicola e altri trucchi per evitare che si formi del ghiaccio nella vaschetta

VERO I cristalli di ghiaccio si formano nella vaschetta perché dopo aver esaudito la nostra “golosità”, riponiamo la vaschetta nel congelatore e la condensa entrata si trasforma in ghiaccio. Il problema non è la sicurezza microbiologica o la minore qualità del prodotto, ma il gusto e la consistenza fisica del gelato che si modificano quasi sempre in maniera peggiorativa. Per evitare tutti questi problemi è importante che il tempo di permanenza fuori dal frigo del gelato sia minimo, per cui scegliamo prima cosa e quanto gustarne. Un trucco ulteriore è di conservare il gelato capovolto così che la condensa cristallizzi sul coperchio e non sulla superficie del gelato. Se possiamo richiudiamo il gelato ricoprendolo con della pellicola perché così facilitiamo l’apertura della vaschetta e riduciamo la formazione del ghiaccio nella stessa. Infine, il cucchiaio va bagnato in acqua fredda per prendere la pallina di gelato, lavarlo in acqua calda può sembrare che ci aiuti a pulirlo ma ciò che crea anche le condizioni migliori di crescita per i batteri. Infine, verifichiamo che il nostro frigo funzioni bene e conserviamo il gelato sul ripiano più basso che è corrisponde a quello più freddo e quindi migliore per conservare i gelati.

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