Que Choisir denuncia Vinted: spaccia per facoltativa una commissione obbligatoria

VINTED

La “Protezione dell’acquirente” di Vinted è una “pratica commerciale ingannevole”? È quanto l’associazione dei consumatori francese UFC-Que Choisir ha chiesto di verificare al tribunale giudiziario di Parigi. Si tratta di una commissione che il portale definisce “facoltativa” ma che – denuncia l’associazione – è obbligatoria perché non esiste nessuna funzionalità che consenta di rifiutarla, disattivarla o rimuoverla”.

Che cos’è Vinted

Creata in Lituania nel 2008 da Milda Mitkute e Justas Janauskas, e lanciata negli Stati Uniti nel 2010, Vinted è ora disponibile in più di 20 paesi. Dedicata all’abbigliamento di seconda mano, Vinted è utilizzabile sia per vendere che per acquistare capi di abbigliamento come vestiti, scarpe e accessori. Ogni utente ha un suo profilo sul quale carica le foto degli abiti e accessori che intende vendere: ne stabilisce in autonomia il prezzo ed è libero o meno di accettare le proposte di acquisto degli altri utenti. Se accetta, il guadagno si trasferisce momentaneamente in un portafoglio virtuale: la somma sarà disponibile al venditore solo quando l’acquirente dichiara di aver ricevuto l’acquisto e che questo sia aderente alle sue aspettative. In caso contrario, l’acquirente rispedisce l’articolo al mittente e rientra in possesso della somma “congelata”. Il tutto senza alcuna commissione. A meno di questa “protezione dell’acquirente” che si applica su ogni transizione e su cui chiede di indagare l’associazione francese.

 

 

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