Costi nascosti, piano base a pagamento di default per le tariffe a consumo: Agcom multa Tim

La richiesta di soldi per la tariffa base del contratto telefonico è stata più volte raccontata dal Salvagente come una furberia messa in atto negli anni dai maggiori operatori. Arriva adesso una multa di quasi un milione di euro ( 928mila per la precisione), a Tim da parte dell’Autorità garante per le comunicazioni.

Il costo nascosto annunciato un anno fa

La stessa Agcom spiega cosa l’ha portata a multare Tim: “A partire dal mese di gennaio 2020, sono pervenute diverse segnalazioni di utenti che hanno lamentato di aver ricevuto, da parte della società Tim, un Sms del seguente tenore: “Modifica contrattuale: per
continuare a investire sulla qualità della rete Tim, dal 29/2 il Piano Base della tua linea
avrà un costo di 1,99 euro al mese che verrà applicato solo in assenza di un’offerta con
minuti o Giga”. Sulla base della documentazione acquisita in fase di indagine, l’Agcom ha accertato che Tim ha “addebitato a una vasta platea di utenti intestatari di Sim con piani base “a consumo” un costo fisso mensile in virtù di una pretesa modifica contrattuale, ponendo in essere, invece, una vera e propria “novazione” del contratto sotto il profilo oggettivo, introducendo una condizione contrattuale ex novo che ne ha mutato radicalmente la natura (da piano “a consumo” a piano con costo fisso mensile)”.

Il chiarimento del Consiglio di Stato sulla modifica unilaterale

Il riferimento è una sentenza del Consiglio di Stato del 2019, che chiariva come il diritto dell’azienda a cambiare unilateralmente le condizioni contrattuali ha dei limiti ben precisi e “non può applicarsi a qualsivoglia tipo di variazione del contenuto del contratto,
dovendosi riconoscere in via ermeneutica due tipologie di limiti: in primo luogo, le
modifiche unilaterali possono riguardare soltanto la variazione di condizioni già
contemplate nel contratto; in secondo luogo, i mutamenti delle condizioni preesistenti
non possono mai raggiungere il livello della novazione del preesistente rapporto
obbligatorio”. Insomma, per l’Agcom Tim è uscita fuori dal tracciato consentito dalla legge.

La difesa di Tim

La compagnia si è difesa dicendo che il piano “Tim base e chat”, dal costo di 2 euro al mese, era modificabile in qualsiasi momento attraverso area personale del sito o chiamando il 40916 o 119, e passando al piano base “Tim facile”, che non prevede costi fissi. Ma tutto ciò non è bastato a evitarle la multa.