L’aviaria fa paura alla Francia: verso l’abbattimento massiccio delle anatre

AVIARIA

L’influenza aviaria fa paura in Francia. Tanto che i produttori francesi di foie gras hanno chiesto un abbattimento preventivo di massa di anatre per cercare di fermare la diffusione di un grave ceppo che sta dilagando negli allevamenti nel sud-ovest del paese.

Il virus H5N8, altamente patogeno, è stato rilevato per la prima volta in un uccello in un negozio di animali in Corsica a novembre, prima di diffondersi negli allevamenti di anatre sulla terraferma a dicembre.

E non è solo la Francia a temere . Diversi paesi europei hanno segnalato casi di infezione, cinque anni dopo che una grave epidemia ha provocato il massacro di milioni di anatre in Francia.

“Il virus è più forte di noi. Nuovi cluster stanno emergendo costantemente”, ha detto all’agenzia France-Presse il capo della federazione francese CIFOQ dei produttori di foie gras, Marie-Pierre Pe.

Il numero di focolai in Francia in meno di un mese è salito a 124, secondo quanto ha confermato il ministero dell’agricoltura, aggiungendo che dal 24 dicembre sono state abbattute circa 350.000 anatre.

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Il virus, che non sembra pericolo per l’uomo, è molto contagioso per gli animali e sta seriamente mettendo a rischio le 35 milioni di anatre allevate in Francia. Finora le autorità transalpine hanno abbattuto tutte le anatre e le oche entro un raggio di tre chilometri da uno stormo infetto, compresi polli ruspanti e tacchini, ma la richiesta degli allevatori è di prendere decisioni più drastiche.

L’AVIARIA VOLA IN TUTTA EUROPA

Gli abbattimenti non si limitano a quelli decisi da Parigi, in Belgio sono già tre gli allevamenti contaminati e l’agenzia federale per la sicurezza alimentare AFSCA, ha ordinato ai proprietari di pollame di rinchiudere i propri animali per evitare la contaminazione.

Oltre a Francia e Belgio, anche Paesi Bassi, Svezia, Gran Bretagna e Irlanda hanno segnalato focolai di influenza aviaria dall’inizio dell’inverno.

Le autorità olandesi hanno abbattuto 190.000 polli a novembre dopo la scoperta del virus in due allevamenti.

Sono stati segnalati focolai anche in India e Corea del Sud.