Saponi e shampoo solidi: buoni e ecologici, ma attenti a funghi e microbi se conservati male

SAPONI

Sono l’ultima moda in campo di cosmesi ecosostenibile, ma i detergenti solidi potrebbero nascondere, soprattutto se mal conservati, il rischio di proliferazione di microbi e funghi. A dirlo è il magazine dei consumatori francesi, 60 millions de consommateurs, che ha intervistato alcuni esperti.

I perché del successo

Ma prima di addentrarci tra le domande e le risposte, ricordiamo il perché del successo che stanno avendo saponi e detergenti solidi: innanzi tutto perché, confezionati in involucri di carta, permettono il risparmio di un’enorme quantità di plastica, e quindi fanno bene all’ambiente. E poi perché solitamente rivendicano l’assenza di conservanti.

L’altra faccia della medaglia

Eppure, secondo la tossicologa Annette Lexa, l’altra faccia della medaglia: l’umidità è il nemico giurato di questi prodotti secchi. “Il rischio principale per me è la comparsa di funghi”. Spiega l’esperta: “Mentre un sapone classico ha un pH elevato a causa della saponificazione, uno shampoo solido ha un pH vicino a quello della pelle, nei cosmetici solidi troviamo spesso valori di pH inferiori a 8, che sono molto favorevoli allo sviluppo di funghi. ”

Basso rischio batterico sui prodotti “schiumogeni”

Di fronte al rischio di contaminazione microbica, i prodotti cosmetici solidi non sono uguali. Shampoo e detergenti sono infatti più resistenti. “Il rischio batterico è molto limitato sui prodotti ‘schiumogeni’ che contengono tensioattivi, perché questi ultimi hanno proprietà antimicrobiche”, specifica Sophie Strobel, biologa specializzata in cosmetologia. In normali condizioni di utilizzo e conservazione, i tensioattivi sono quindi sufficienti per inibire la proliferazione batterica.

L’importanza di una buona conservazione

E Laëtitia Van de Walle, fondatrice del marchio di cosmetici Lamazuna, relativizza il problema: “Finché il consumatore fa attenzione a non far macerare nell’acqua cosmetici solidi, il rischio di contaminazione è quasi nullo. A meno che, ovviamente, le condizioni di conservazione non siano in un ambiente microbiologicamente saturo, come un bagno pieno di muffa”. Secondo Annette Lexa, perché “questi funghi non sono pericolosi per la maggioranza dei consumatori. Solo le persone fragili, malate o immunocompromesse, ad esempio, potrebbero sviluppare un’infezione da lievito orale con un dentifricio mal conservato. Per una persona sana questo non è un vero problema, solo una questione di igiene “.

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Lasciar asciugare all’aria dopo l’uso

Per evitare questo tipo di inconvenienti, secondo 60 millions de consommateurs, bisogna rispettare una regola d’oro: lascia asciugare all’aria i prodotti tra un utilizzo e l’altro. “Uno shampoo o un detergente possono essere conservati su un portasapone o una griglia che permetta al prodotto di respirare in modo che non macererà in acqua”, afferma Julien Kaibeck, presidente dell’associazione Slow Cosmétique. Per struccanti, deodoranti o creme solide l’ideale è riporli in un barattolo di vetro molto piccolo con un foro nel coperchio per ventilare il prodotto proteggendolo”. Anche per questo, i venditori spesso hanno tutto un reparto ad hoc, tra tazze biodegradabili e traspiranti, sacchetti, barattoli di vetro, scatole di quercia da sughero. I produttori competono nella creatività per offrire accessori per la conservazione adattati alle caratteristiche specifiche dei cosmetici solidi.