Pantalone difettoso ma I-Do non lo cambia perché non c’è più il prezzo: lo può fare?

Caro Salvagente

il 5 maggio scorso ho acquistato un leggings per mia figlia (14,95 euro) presso un negozio della catena iDO, del gruppo Miniconf, in un centro commerciale nel quartiere Talenti di Roma. Tornata a casa ho tolto l’etichetta del prezzo e ho sistemato il capo nell’armadio. Al momento di indossarlo però, mi sono accorta che era fallato, presentando un paio di piccoli fori nel tessuto. È evidente che il leggings era difettoso. Ho riportato il capo al negozio ma né la commessa presente né – contattata al telefono – la responsabile del punto vendita mi hanno voluto cambiare il pantalone adduncendomi la scusa che “era stata tolta l’etichetta del prezzo” e che quindi non si poteva più vendere. Ma è nel loro diritto comportarsi in questo modo? Grazie

Antonella S., Roma

Cara Antonella il comportamento del negoziante è quanto meno discutibile ma di certo anche non in regola con il Codice del Consumo in materia di garanzia di conformità del bene. Per questo abbiamo chiesto un parere all’avvocato Massimiliano Dona, presidente dell’Unc, Unione nazionale consumatori. Ecco quello che ci ha risposto:

Il comportamento del negoziante non ha nessun senso. La consumatrice ha tutto il diritto di togliere la targhetta del prezzo e di provare il pantalone acquistato una volta che è a casa. Come prevede il Codice del Consumo sulla garanzia di conformità dei beni e servizi acquistati, il consumatore che rileva un difetto sul capo acquistato ha diritto di rivendicarne la sostituzione o il rimborso del prezzo. Stiamo parlando di diritti di garanzia e non di diritto di recesso nel quale la confezione può essere rivendicata dal venditore.

In questo caso poi non si capisce perché il venditore rivendica l’integrità della targhetta del prezzo: se il pantalone fosse davvero difettoso non si può rimettere in vendita. Il consumatore a mio giudizio ha tutto il diritto ad avere un prodotto conforme.