Asia e non solo, anche New York ha i suoi “wet market” che devono essere chiusi

Le oltre 450milioni di firme alla petizione lanciata in tutto il mondo da una coalizione di associazioni animaliste non sono bastate a chiudere i wet market. Anzi. Questi mercati continuano la loro attività in Asia e in altre parti del mondo. A New York se ne contano ben 80.

Il nome wet market – letteralmente “mercati umidi” – deriva in parte dal sangue, dalle viscere, dalle squame e dall’acqua che bagnano i pavimenti delle bancarelle. Un vero inferno per gli animali che vivono le loro ultime ore di vita nel terrore, assistendo alle brutali uccisioni dei loro simili fatte al momento per soddisfare i clienti che desiderano carne appena macellata. Oltre a questo sembra ormai certo che il passaggio del coronavirus animale-uomo sia avvenuto proprio un un wet market di Wuhan. Animal Equality che ha già supportato la petizione in Italia, chiede che non venga abbassata la guardia: supporta Peta Asia in questa denuncia e rilancia la petizione rivolta alle Nazioni Unite per chiedere la chiusura immediata di tutti i wet market in tutto il mondo.

Nonostante i divieti e nonostante il pericolo enorme per l’intera comunità internazionale, i mercati umidi continuano a rimanere aperti e a costituire quindi un rischio per salute, animali allevati e selvatici e per l’ambiente.

Nella Grande Mela se ne contano, secondo i dati del Dipartimento dell’agricoltura e dei mercati dello Stato di New York, almeno 80 e molti di questi si trovano nelle vicinanze di scuole, abitazioni e parchi. Il tutto in violazione di una legge statale che ne vietava l’apertura entro circa 1500 piedi (circa 457 metri) dai luoghi residenziali. “L’intero settore deve essere rivisto” ha dichiarato Linda Rosenthal, membro dell’Assemblea dello Stato di New York, che sta esaminando la nuova legislazione statale in risposta all’attuale pandemia. “Non penso che sia il posto giusto in una città densamente popolata come New York per avere questi macelli. E’ troppo pericoloso avere questi mercati dove le investigazioni nascoste hanno riscontrato sporcizia e poca sicurezza. E questo diventa particolarmente importante dato il Covid-19 dal quale sappiamo che molte malattie passano dagli animali alle persone, specialmente quando specie diverse di animali convivono e vengono uccisi negli stessi spazi così come accade in molti di questi macelli e mercati urbani”.