La carica dei 16 per cambiare le etichette del miele in Europa

Si vada oltre l’etichettatura di origine del miele, dando ancora più informazioni ai consumatori europei. Dopo il passo fatto da Francia la scorsa estate (rigettato dalla Commissione europea) ora il fronte si allarga.

È a chiedere a Bruxelles un cambiamento sono l’Italia, assieme a Bulgaria, Repubblica ceca, Cipro, Estonia, Francia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna.

La direttiva sul miele (2001/110 / CE), va ricordato, già impone l’obbligo di etichettare il paese di origine per il miele. Tuttavia, in caso di miscela di mieli raccolti da più di un paese, il miele potrebbe essere etichettato come appropriato: “miscela” di mieli comunitari, non Ue o di mieli Ue e non Ue.  I 16 paesi ritengono che queste specifiche non diano ai consumatori informazioni complete e affidabili sull’origine di miele.

Il punto è che il miele importato da fuori Europa è più economico di quello comunitario. Anche se teoricamente i consumatori hanno la possibilità di scegliere il miele etichettato come origine, in realtà l’etichettatura “Ue – non UE” crea una distorsione delle informazioni tra i consumatori, sostengono i paesi comunitari. Di conseguenza, scrivono i 16 Stati membri, i consumatori che optano per un prodotto più economico ricevono meno informazioni rispetto a quelli che scelgono quelli più costosi.

Sarebbe di fondamentale importanza – sottolineano nella richiesta – che il miele e le miscele di miele commercializzati all’interno dell’Ue rispettassero gli stessi standard di etichettatura per garantire una concorrenza leale.

A novembre la Commissione europea aveva bocciato la richiesta della Francia di etichettare il miele in maniera più dettagliata soprattutto per quanto riguarda l’origine della materia prima. All’inizio dell’estate del 2019, il governo francese aveva infatti annunciato l’intenzione di rafforzare l’etichettatura dell’origine del miele. Il testo del governo francese prevedeva di indicare in etichetta tutti i paesi di origine di una miscela di miele in ordine decrescente di peso. Non solo. Secondo il provvedimento francese, i paesi da cui proviene più del 20% del miele nella miscela dovevano essere evidenziati. L’esecutivo europeo, però aveva bocciato la normativa perché in grado di distorcere il mercato e la libera circolazione delle merci.