Sequestro in Veneto delle Pringles alla polvere di Prosecco

Utilizzavano il nome Prosecco senza nessuna autorizzazione. Per questo l’Icqrf ha sequestrato centinaia di confezioni di patatine Pringles in vendita in una catena di supermercati del Veneto: la stessa aveva acquistato il prodotto da un distributore olandese. Le patatine, appunto sprovviste di autorizzazione, indicavano tra gli ingredienti principali una non meglio precisata “polvere di Prosecco”: una sostanza sconosciuta e priva di qualsiasi riconoscimento da parte del Consorzio di tutela trevigiano visto che utilizzava il nome celebre vino senza alcuna autorizzazione. Quel che è certo è che si tratta di un aroma  che – come ci ha spiegato Dario Vista, nutrizionista e tecnologo alimentare – da matrice liquida si ottiene attraverso la solidificazione con letto di maltodestrine. In ogni caso – avverte il nostro consulente – è un ingrediente che contiene anidride solforosa, un allergene, per cui la sua presenza nella lista degli ingredienti va indicata in grassetto.

Una scelta, quella della Pringles, che non è piaciuta al governatore Zaia che sulla sua pagina Facebook ha denunciato l’accaduto: “Non possiamo più tollerare che si utilizzi senza autorizzazione una denominazione tutelata! Pensate: ieri in una catena di supermercati del Veneto sono state sequestrate centinaia di confezioni di ‘patatine al Prosecco’ acquistate da una società olandese, recanti peraltro tra gli ingredienti una non meglio precisata ‘polvere di Prosecco’. Ecco perché insistiamo da anni – a tutti i livelli amministrativi e di governo – nel tutelare le nostre eccellenze, proteggendole da frodi, abusi ed italian sounding, che vanno a danneggiare in primis i produttori onesti che promuovono la qualità e il territorio!”.

Gli ha fatto eco il ministro Bellanova: “Furti di identità non possono essere consentiti” – Sull’accaduto è intervenuta anche la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, secondo cui “i furti di identità non possono essere consentiti”. “Il sequestro – ha detto Bellanova – testimonia l’impegno forte del Ministero e dell’Icqrf, la nostra Autorità per la lotta alle frodi e la tutela della qualità, nel combattere l’usurpazione di nomi protetti italiani. Azione che avviene sia in Italia, dove esiste una legislazione organica a tutela delle indicazioni geografiche, sia all’estero e sul web”.