Non si entra in vasca con i delfini: il tribunale stoppa Zoomarine

La sezione IV del Consiglio di Stato, presieduto da Paolo Troiano estensore Leonardo Spagnoletti, con l’ordinanza n.3821 del 2019 ha respinto nuovamente la richiesta presentata da Zoomarine di sospendere in via cautelare gli effetti della sentenza del Tar Lazio, ottenuta da LAV, che ripristinava il divieto di nuoto con delfini: a Zoomarine, unico delfinario che si era avvalso di questa possibilità data dal Decreto, l’entrata in vasca con i delfini continuerà a essere vietata al pubblico.

Siamo soddisfatti della piena conferma della linea indicata dalla decisione del 4 luglio scorso, con cui il Presidente della Quarta Sezione del Consiglio di Stato aveva rigettato la richiesta di sospensiva urgente della sentenza del Tar Lazio, che chiariva l’importanza del divieto a tutela degli animali, ritenuto predominante anche su aspetti commerciali.– commenta Andrea Casini, responsabile LAV Area Animali esotici – Un’altra vittoria giudiziaria che ci fa ben sperare in una positiva conclusione dell’intero processo, quando le ragioni scientifiche e i profili di tutela animale non potranno che confermare quanto finora deciso, prevalendo sugli interessi economici della società”.

L’ordinanza del Consiglio di Stato sancisce il principio giuridico della prevalenza della tutela della salute dei delfini rispetto agli interessi economici delle attività commerciali, stabilendo testualmente che ”nel bilanciamento d’interessi, in relazione al principio di precauzione, deve attribuirsi prevalenza al benessere, salute e sicurezza degli animali e degli stessi destinatari dell’attività in vasca a contatto con gli esemplari di tursops truncatus, rispetto ai pregiudizi di natura economica allegati dall’appellante”.

Questo importante pronunciamento si inserisce nel solco di un’altra importante vittoria giudiziaria che LAV aveva ottenuto lo scordo 30 aprile  a Rimini, con la sentenza di condanna del titolare del delfinario per maltrattamento, sempre per avere anteposto interessi commerciali alla salute degli animali”, aggiunge l’Avvocato Carla Campanaro, dell’ufficio legale LAV.

Zoomarine – che aveva anche ottenuto l’appoggio dell’Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti e Parchi (ANESV) –  dovrà quindi rinunciare ai 22mila euro al giorno (stando a quanto quantificato da loro stessi nel ricorso presentato al Consiglio di Stato) che la possibilità per il pubblico di nuotare con delfini gli avrebbe garantito, “accontentandosi” di quanto fatturato con l’intera scorsa stagione grazie al Decreto-deroga del ministro dell’Ambiente Galletti del 2017 – firmato di concerto con il ministro della Salute Lorenzin e con il ministro delle Politiche Agricole, Martina, nonostante i pareri negativi dei Centri di referenza del ministero della Salute.

Consentire al pubblico di nuotare nella stessa vasca con i delfini li costringe a subire un ulteriore stress oltre alla detenzione in spazi limitati rispetto a quelli dove naturalmente dovrebbero vivere questi animali, e all’onere di esibirsi in spettacoli con salti e piroette con musica, e rappresenta, inoltre, un grave rischio per chi viene a contatto con gli animali, come dimostrato da numerosa letteratura scientifica che documenta incidenti, gravi traumi e trasmissioni di infezioni e agenti patogeni di rilevante pericolosità: “noi ci impegneremo affinché i profili di tutela degli animali, le evidenze scientifiche e la copiosa bibliografia depositata, confermino nel  merito la decisione, e continueremo la battaglia fino alla chiusura spettacoli e prigionia animali”, conclude Casini.