Bollette a 28 giorni, la strategia delle compagnie per evitare i rimborsi

La guerra sulle bollette a 28 giorni è alle battute finali. Si potrebbe dire che è persa per le compagnie telefoniche, anche se gli operatori non si arrendono e hanno un ultimo asso nella manica per l’estremo tentativo di non ridare il maltolto ai consumatori. Il 4 luglio il Consiglio di Stato entrerà nel merito delle motivazioni per cui ha respinto la richiesta di sospensiva dei rimborsi in bolletta, avanzata da Tim, Wind Tre, Fastweb e Vodafone, ma ha già invitato le compagnie a cominciare a restituire i giorni “erosi”.

Spingere sui servizi alternativi

La strategia degli operatori per mettere mani alla cassa sarebbero due, una a breve e una a medio termine. La prima ha a che vedere con la possibilità, consentita, per gli operatori di pagare il debito con compensazioni alternative, quali forniture di giga, sms, o servizi vari extra. Per il gestore una scelta del genere è molto conveniente, perché il costo reale di un giga in più per un tot di mesi, ad esempio, è molto inferiore che scontare dieci o venti euro nella prima bolletta disponibile. È molto probabile che da qui a luglio, gli operatori spingano molto dal punto di vista del marketing su questa opzione, giocando tra l’altro sull’ambiguità: molti clienti potrebbero accettare l’offerta considerandola una comune promozione, senza aver ben chiaro che così stanno rinunciando al rimborso in bolletta.

Chiedere una proroga

Fastweb aveva già iniziato a offrire servizi compensativi lo scorso gennaio: la compagnia proponeva la possibilità di attivare gratuitamente Wow space, un cloud con spazio illimitato. In altre parole uno spazio di archiviazione di foto, video, documenti su internet. La compagnia spiega sulla pagina di Wow (ancora attiva per chi volesse approfittarne), che “ha identificato il servizio WOW Space come misura di compensazione alternativa per tutti i clienti che vi abbiano aderito entro il 30 aprile 20192. Dunque, a meno che non la faccia ripartire, questa offerta come compensazione dovrebbe essere chiusa. A medio termini, stando a quando ci riferiscono fonti riservate, le compagnie stanno spingendo per ottenere dall’Autorità garante per le comunicazioni il via libero per avere una finestra di qualche mese per poter offrire i servizi alternativi al rimborso, prima di inserire lo sconto in bolletta. Una richiesta che se non fosse respinta, ripiomberebbe i consumatori nell’incubo del rinvio a data da destinarsi.