Chianti da supermercato: gli svizzeri non apprezzano

Una stroncatura che fa male. Quella che arriva da Ktipp, mensile dei consumatori svizzeri, è particolarmente indigesta perché tocca da vicino uno dei prodotti più amati in Italia, il Chianti. Il giornale ha fatto esaminare dodici Chianti economici (tra 3 e 15 euro) a una giuria specializzata. Alcuni prodotti hanno il suffisso “Superiore” o “Riserva” sulla bottiglia: questi vini sono stati maturati  per un po’ più a lungo ma non sembra che questo invecchiamento giovi al loro gusto. Difatti solo due vini su dodici escono dalle prove con il buono, 7 come solo sufficienti e 3 bocciati.

Rispetto all’ultima degustazione cinque anni fa, spiega la rivista, la qualità dei vini è diminuita. A quel tempo, quattro bottiglie su undici avevano ottenuto almeno un buon punteggio complessivo. Ora solo in due: il “Chianti Dal Campo” Sensi (circa 9 euro in Svizzera) e il “Baccio Chianti Riserva” della Coop Noi (circa 7 euro). Erano, secondo la giuria, semplici ma equilibrati e mostravano aromi fruttati e speziatura alle erbe.

Per tutti gli altri vini, gli esperti di solito mancavano le note fruttate fresche. Inoltre, hanno criticato i tannini amari e la forte acidità.

Tra i sufficienti troviamo:il Chianti selezione Donatello (le Chiantigiane), il Corte alle mura (VS), il Loggia del conte (Ca.So.Co.), lo Spigo d’oro colli fiorentini (Tenuta San Vito), il Castiglioni (Frescobaldi), il Conte Orsini (Le Lame) e il Santa Cristina superiore.

Tre prodotti erano di gusto inferiore: il Chianti San Zenone venduto da Aldi a circa 3 euro, il Chianti superiore Braone Ricasoli  (8 euro) e il Chianti superiore Castello del Trebbio (13 euro).