La guerra del cotone Ogm: l’India taglia le royalties a Monsanto

L’India ha tagliato per la terza volta in quattro anni le royalties che le compagnie locali di sementi pagano alla casa farmaceutica tedesca Bayer AG Monsanto.
Con una decisione del governo del primo ministro Narendra Modi i diritti pagati alla Monsanto per il cotone geneticamente modificato sono stati “sforbiciati” del 49 percento dalle 39 rupie per un pacchetto di 450 grammi a 20 rupie (25 centesimi di euro).
La decisione potrebbe spingere la Monsanto e altre società sementiere straniere a ridimensionare ulteriormente gli investimenti nel settore, ha affermato Ram Kaundinya, direttore generale della Federazione dell’Industria dell’India alla Reuters.
New Delhi aveva approvato il cotone Ogm di Monsanto, l’unica coltura biotech consentita in India, nel 2003 e una varietà migliorata era stata ammessa nel 2006, contribuendo a trasformare il paese nel primo produttore mondiale e il secondo esportatore di fibra.
Tuttavia, la Monsanto è stata coinvolta in una disputa con la società indiana di semi Nuziveedu Seeds Ltd (NSL), sui brevetti per il suo cotone Ogm, per la quale sono ancora in piedi molti procedimenti arbitrali e cause legali.
A schierarsi contro il cotone transgenico i gruppi nazionalisti indù vicini al partito Bharatiya Janata.

Già tre anni fa, in occasione del primo taglio del governo sulle royalties, la disputa si era accesa. E l’allora viceministro dell’Agricoltura Sanjeev Kumar Baylan, aveva detto chiaramente che “Sta a Monsanto decidere se accettare questo tasso oppure no. Se non lo trovano fattibile, sono liberi di andarsene” Peccato che allora come oggi la multinazionale continui a controllare il 90% del mercato indiano.

Con un effetto diretto sugli agricoltori, dato che i semi transgenici devono essere acquistati ogni anno e costano fino a 8mila volte di più di quelli tradizionali. Senza contare che le sementi non Ogm, proprio a causa del monopolio Monsanto, sono pressoché scomparse dal mercato.

La multinazionale dei pesticidi oggi acquistata dalla Bayer, era finita al centro delle polemiche poco più di un anno fa, quando l’Istituto Centrale  per la Ricerca sul Cotone (The Central Institute for Cotton Research CIRC) aveva confermato la presenza illegale del cotone Bt Round-up ready (RR) in diverse aree, basandosi sui rapporti di contaminazione forniti dagli agricoltori. Il cotone Bt RR non è solo illegale ma rappresenta uno dei maggiori rischi per la salute della popolazione indiana per l’uso di glifosato che consente.