I rischi della carne cruda per i nostri cani (e non solo per loro)

Si chiama dieta Barf ed è una corrente di pensiero innovativa. L’acronimo sta per Biologically appropriate raw food e si fonda sul concetto predatore-preda: chi approccia a questo stile di alimentazione, predilige per il cane carne cruda, con una percentuale elevata di “ossa con polpa” e organi. Oltre a questo ci sono frutta, verdura, noci, oli, erbe, con uova e latticini (ma in minore quantità).

La più naturale si possa immaginare, insomma, ma non per questo la più sicura. Gli alti livelli di batteri potrebbero far correre un rischio di infezione, e non solo per i nostri amici animali ma anche per noi.
Una recentissima ricerca fatta in Svezia, analizzando 60 confezioni congelate di cibo per cani crudo prodotte da 10 aziende in Svezia, Norvegia, Finlandia, Germania e Regno Unito ha fotografato proprio questo pericolo.
Trentuno pacchetti contenevano livelli di batteri che superano la soglia stabilita dall’Unione Europea, inclusa la salmonella, che è stata trovata in quattro pacchetti, e il campylobacter, una causa comune di intossicazione alimentare. Il Clostridium perfringens, un marcatore di contaminazione da feci e standard di igiene insufficienti, è stato trovato in 18 campioni.
I livelli variavano ampiamente tra i produttori e, in alcuni casi, tra i prodotti dello stesso produttore.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista BMP Vet Record.
I ricercatori hanno anche affermato che i batteri contenuti in questi pet food potrebbero diffondersi ad altri alimenti e superfici, e i cani potrebbero trasferire batteri potenzialmente dannosi avvicinandosi ai volti dei loro compagni a due zampe immediatamente dopo aver mangiato.
A dir la verità anche il Centro per la medicina veterinaria statunitense aveva fatto analizzare nel 2014 196 campioni congelati di cibo crudo per cani e gatti, arrivando a conclusioni analoghe. Quindici tra i pet food testati risultarono positivi alla salmonella e 32 contenevano listeria monocytogenes.

Insomma un rischio più che reale tanto che la Food and drug administration ha messo in guardia negli Usa i proprietari di animali sul rischio di contaminarsi anche solo maneggiando il cibo. L’Agenzia consiglia di fare molta attenzione e tenere questi alimenti separati dagli altri, chiusi, coperti, e da riporre subito nel congelatore se la confezione non viene usata interamente e di non far colare alcun liquido al di fuori. La Fda raccomanda, infine, di lavare e disinfettare i materiali che entrano in contatto come i lavandini, i taglieri, le ciotole, le forchette, i forni a microonde usati per scongelarli e gli stessi congelatori, e poi le mani.

Infine non baciare mai il proprio animale soprattutto nella zona della bocca e in particolare dopo che ha mangiato.

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