Antifiammatorio, antiossidante: i segreti del maqui della Patagonia

Il nuovo antiossidante naturale. La superbacca antinfiammatoria… Il maqui, originario della Patagonia sta vivendo il suo periodo di massimo splendore anche da noi, grazie ai tanti che sperano di aver trovato un potente superfood. Non potevamo, dunque, non occuparcene nei nostri Miti Alimentari.

Amo viaggiare ma non posso farlo che con la fantasia e assaggiando dei cibi nuovi; mi hanno parlato del maqui dal Cile e penso che valga la pena assaggiarlo

VERO La ricerca del maqui ci fa virtualmente arrivare in una delle zone del mondo più ricche di biodiversità e di bellezze naturali quale la Patagonia e, oltre al “Bandolero stanco” di Vecchioni, qui ritroviamo anche le piante di Aristotelia chilensis. Il maqui è una bacca, di un colore molto intenso e blu, la sua forma e il suo sapore ricorda molto il nostro comune sambuco. Il maqui vive in un ambiente tutto sommato ostile per le condizioni di temperatura, le violente piogge e il forte vento che spira; condizioni che inducono la pianta a produrre delle bacche molto ricche di antiossidanti che permettono alla pianta di difendersi al meglio dall’ambiente. In particolare, il maqui contiene una quantità molto elevata di delfinidina ovvero un polifenolo, per intenderci la stessa famiglia di molecole che abbiamo imparato a cercare sempre più nell’olio extravergine d’oliva come un marker di qualità. La delfinidina è risultata nei vari test la molecola antiossidante più promettente che si ritrova in natura. Si scioglie bene in acqua e per giunta non è amara al gusto. Chi assaggia l’olio extravergine d’oliva a crudo sa bene che i polifenoli possono talvolta avere un gusto amaro che oggi è visto positivamente ma che in passato era associato a un difetto dell’olio stesso.

Il maqui è ricco di tanti principi positivi e ne bastano poche bacche per avere tutti i vantaggi per la mia salute

FALSO Ahimé non è proprio così facile. I polifenoli sono molecole presenti in tanti tipi di frutta, di verdura e soprattutto nel tè, nel cacao e anche nel vino ragion per cui possiamo approvvigionarci di questi antiossidanti da più fonti. Il maqui come detto pur essendo il più ricco in delfinidina, che rappresenta circa il 70% di tutti i polifenoli presenti, ne possiede una quantità assoluta ridotta pari a 40 mg per 100 g di bacche. In altre parole contiene quantità tali che dovremmo mangiarne chilogrammi per averne dei reali benefici. Questa è la brutta notizia, ma la bella notizia è che ritroviamo la delfinidina anche in uva, cavolo, fragole, le comuni ciliegie ad esempio ovvero la nostra amica Dieta Mediterranea è una fonte ricca di queste molecole. Il maqui non cresce alle nostre latitudini, ma possiamo introdurre tanta delfinidina adottando una dieta bilanciata, ricca di frutta e verdura e soprattutto variata. Senza volare in Patagonia ma semplicemente andando dal nostro fruttivendolo di fiducia cerchiamo frutta e verdure di stagione e avremo sufficienti antiossidanti. In alternativa, potremmo utilizzare senza abusarne, gli integratori basati sul maqui, ma non c’è paragone sensoriale che regga con una bella e colorata insalata di frutta o verdura che rende disponibili gli stessi principi in maniera vintage ma spesso più efficiente.

Il maqui però contiene anche molti altri principi positivi oltre la delfinidina

VERO Nel maqui sono presenti numerose sostanze salutistiche, cosa che non deve meravigliarci troppo perché la natura non punta su un solo composto, tanto che si parla di fitocomplesso come nel calcio si punta sul team e non sul singolo campione. È presente la vitamina E che è utile per difendere le cellule dagli stress ossidativi che le circondano e la sua natura chimica la porta a essere uno dei migliori paladini del fegato dove si svolge la maggior parte del nostro metabolismo che inevitabilmente producono tanti radicali liberi. Il maqui è ricco di Vitamina B5 o acido pantotenico che contrasta la stanchezza e migliora le prestazioni psicofisiche in generale. L’acido pantotenico ci è donato dai legumi o dalle uova che sono parte importante della nostra dieta mediterranea per cui il maqui o i suoi integratori sono un corollario alla dieta equilibrata che dovremmo seguire quotidianamente.

Non credo che si tratti del cibo dei centenari…

Vero. In generale, le bacche di maqui sono state identificate nell’immaginario come un superfood che ci mantiene giovani per la tanta delfinidina che contiene, ma è bene ricordare che i centenari di tutta Italia lo sono anche per avere seguito una dieta ricca di legumi, zuppe, frutta fresca etc. e probabilmente non hanno mai incontrato il maqui sempreché non abbiano visitato da giovani la Patagonia. Per concludere, la decantata delfinidina c’è anche nel mirtillo nero e nel ribes nero, dove è nota come mirtillina quasi come il fantasma Mirtilla di Potteriana memoria.

Mi dicono di consumare integratori a base di maqui oppure usare le bacche se riesco a trovarle

VERO Al momento non sono riportati effetti controversi sul maqui e di solito si consiglia di usare dosi di integratori da 25 mg fino a circa 250 mg al giorno per proteggere o per attivare i metabolismi salutistici. I possibili effetti collaterali sono ancora poco evidenti cosi come le controindicazioni e per questo motivo gli integratori a base di maqui vanno adoperati e introdotti nella dieta con cautela perché potrebbero interferire con le terapie in atto o scatenare delle reazioni indesiderate. Uno dei pochi effetti indesiderati che si osservano è una maggiore stipsi che è provocata dalle molecole del maqui perché hanno caratteristiche astringenti. Certo chi non pagherebbe questo piccolo prezzo in cambio dell’elisir di lunga vita… Purtroppo mentre le caratteristiche astringenti sono abbastanza chiare il dono dell’eterna giovinezza ancora è da verificare. In generale, in una finale olimpica delle varie bacche della vita il maqui vincerebbe a mani basse rispetto a goji o acai, al ribes o ai nostri frutti del sottobosco. Purtroppo la produzione di bacche fresche è limitata e si trovano più facilmente dei succhi o degli infusi che si possono prendere anche quattro volte al giorno oppure consumare a colazione, delle ottime marmellate a base di maqui ricavandone i suoi effetti salutistici.