Perché il mio Comune non mi invia le bollette in pdf, risparmiando la carta?

Caro Salvagente, puoi spiegarmi se i Comuni sono obbligati a inviare le proprie bollette (acqua, tari, ecc.) in formato Pdf on-line invece che cartaceo, su richiesta degli utenti? Io l’ho chiesto più volte ma il Comune di Milazzo continua a inviare le bollette cartacee con aggravio delle spese di spedizione e anche con danno per l’ambiente.

Gaetano Sapienza

 

Caro Gaetano, è già da qualche tempo che si è iniziato a consigliare, in modo più intenso, l’invio delle fatture legate alla fornitura di servizi, in formato digitale; di recente, addirittura, anche Poste Italiane, intervenendo sul tema, ha proposto l’utilizzo del formato elettronico per le bollette di luce, acqua e gas, non solo per il rispetto dell’ambiente ma anche per evitare ritardi nelle spedizioni e consegne.

L’occasione della sua domanda ci dà modo di affrontare l’argomento. Con l’aiuto di Valentina Masciari, responsabile utenze dell’associazione di consumatori Konsumer Italia.

Concretamente, non esiste alcun obbligo in tal senso: è una modalità che deve essere prospettata e consigliata ma poi sta sempre al cliente decidere se utilizzarla o meno. Non può esistere un obbligo, però, e tantomeno si può pensare di escliudere la bolletta di carta, perché, come ben sappiamo, in moltissime zone ancora oggi non ci sono collegamenti così performanti che consentano di gestire digitalmente, in tal caso, le utenze, come è anche vero che ci sono numerosissimi utenti che non hanno un indirizzo di posta elettronica o che comunque non sanno utilizzare questi strumenti. Pensiamo solo ai più anziani e a tutti coloro che non hanno una sufficiente alfabetizzazione informatica.

Per invogliare a tale scelta, comunque, i vari fornitori di servizi, nel momento in cui si sceglie tale modalità di invio, azzerano le spese di spedizione e assicurano, tra l’altro, la consegna in tempo utile, quindi prima della scadenza. Ben venga l’azzeramento dei costi di spedizione ma, ci sono gestori che poi addebitano cifre anche maggiori per un servizio digitale, in genere, che magari il cliente non riesce neanche a utilizzare per limiti tecnici del sistema stesso.

Concretamente, molte volte anche scegliendo la fattura in formato digitale, i clienti non ricevono la mail o non riescono ad accedere al sito della società fornitrice per scaricare la fattura e sono costretti a rincorrere il proprio fornitore per poter saldare ed evitare il distacco dell’utenza. E in alcuni casi, anche se pochi, a onor del vero, ci sono fornitori che ancora non prevedono l’invio in formato digitale.

Sull’ottica di escludere un obbligo in tal senso, si è espressa anche l’Agcom, sempre al fine di evitare discriminazioni in materia, per i motivi sopra indicati.

È anche vero però, che la stessa Agcom, per cercare di risolvere i problemi che concretamente esistono sulle consegne delle bollette, ha proposto di indicare, sulle buste, la data di spedizione, così che si possa stabilire chi ha responsabilità nei ritardi e quindi poter poi contestare gli interessi di mora per l’eventuale ritardo nel pagamento della bolletta, che è stata recapitata dopo la data di scadenza.

Nel caso concreto del Sig. Sapienza, siamo in presenza non di una società privata, fornitrice di servizi, ma di ad un Ente pubblico, il Comune, che molto probabilmente non è neanche attrezzato per l’invio in formato digitale delle fatture delle utenze idriche; se aggiungiamo che non esiste un obbligo in tal senso, non resta che affermare che il Sig. Sapienza dovrà, suo malgrado, continuare a ricevere fatture cartacee almeno fino a quando magari il Comune, come stanno facendo alcune realtà virtuose (ancora troppo poche), volendo fornire un servizio ai suoi cittadini, si adopererà per implementare un sistema digitale per le fatture ma, fino ad allora, non gli si potrà impedire o contestare di continuare come fatto fino ad ora.