Liste d’attesa, risponde il ministero: un numero per segnalare quello che non funziona

Una sperimentazione di tre mesi per capire i punti deboli del sistema di prenotazione degli esami diagnostici. A questo serve il numero di pubblica utilità che dall’8 ottobre il ministero della Salute ha messo a disposizione dei cittadini per segnalare intoppi nella prenotazione delle visite del sistema sanitario nazionale. Tutti i giorni, dalle 10 alle 16, digitando il 1500 è possibile parlare con i dirigenti del ministero che, oltre a raccogliere eventuali segnalazioni di disservizi, informano i cittadini sui sistemi di accesso alle cure.

Tonino Aceti, responsabile Salute di Cittadinanzattiva che ha collaborato alla realizzazione del progetto, ha commentato: “L’attivazione del Numero 1500 sulle Liste d’attesa è certamente un segnale d’attenzione e recepisce una nostra istanza all’interno dei lavori per il nuovo Piano. È chiaro però allo stesso tempo che cittadini si aspettano risposte concrete per contrastare il fenomeno, a partire da un piano nazionale che non sia un ‘libro dei sogni’ o un mero documento burocratico, ma che garantisca innanzitutto certezza nella tempestività delle prestazioni richieste dai cittadini”.

Contestualmente il ministero ha messo a disposizione un form on line per raccogliere informazioni sul tema. Il numero 1500 – è bene sottolinearlo – non è utile alla prenotazione delle visite: per fare ciò resta attivo il numero unico di prenotazione regionale.

La tematica “liste di attesa” è disciplinata da vari atti fra cui il Piano nazionale di governo delle liste di attesa (Pngla) 2010-2012, recepito da tutte le Regioni e Province autonome, che hanno provveduto ad emanare, in accordo con le indicazioni adottate a livello centrale, un loro Piano regionale di governo delle liste di attesa (Prgla). Il Piano regionale elenca una serie di interventi che devono essere ripresi nei Programmi attuativi aziendali.

Il Piano nazionale attualmente vigente prevede un ambito di garanzia sui tempi massimi di attesa per 58 tra prestazioni ambulatoriali e ricoveri oltre che per specifici percorsi di cura relativi alle malattie cardiologiche e ai tumori. Il nuovo Piano sarà finalizzato al miglioramento degli standard di garanzia con la proficua collaborazione di Regioni e Province autonome.