“Caporalato, se compro sottocosto da Coop devo preoccuparmi?”

Buongiorno,
In merito all’articolo “L’accusa: “Eurospin acquista passata a prezzi ridicoli e spinge i produttori alla fame” di Leonardo Masnata, vorrei portare alla vostra attenzione e magari avere un vostro pensiero su una ambigua caratteristica che lega la passata di pomodoro bio dell’eurospin con quella, sempre bio, della Coop; entrambe provengono dallo stesso produttore ma hanno prezzi al consumo diversi: quella dell’eurospin 0,78 € quella della coop 1,05€. Quando la coop la mette in offerta, solitamente al 25% in meno, il prezzo finale risulta proprio essere 0,78€ come quello dell’eurospin. Ora considerando che con le offerte i supermercati non ci vanno di certo in perdita, non credete che la coop usa lo stesso trucchetto per strangolare i produttori?
Grazie.

Daniel Bonacci

 

Caro Daniele,
abbiamo girato la tua domanda a Coop Italia, che ci ha risposto con un documento reso pubblico già nel giugno 2017: “Come ben sanno le associazioni promotrici della campagna “#Astenetevi” a cui è già stata data risposta ufficiale, Coop non ha mai utilizzato il meccanismo delle aste elettroniche inverse o al doppio ribasso e con la campagna “Buoni e Giusti” promossa da più di un anno ha alzato il livello di controllo affidandosi a un organismo indipendente (Bureau Veritas) sulla propria filiera di fornitori per il rispetto della legalità e contro il lavoro nero in agricoltura”.
Coop dichiara anche di “assicurare prezzi all’acquisto ai produttori equi, compatibili con il giusto trattamento dei lavoratori e il rispetto delle norme ambientali e fiscali”.

La piattaforma web usata

Coop, in effetti, utilizza piattaforme online per trovare il fornitore adatto. Ma sostiene ci sia una differenza fondamentale rispetto a quello che succede con le aste a doppio ribasso. La norma è quella delle contrattazioni commerciali attraverso incontri diretti che permettono di finalizzare la selezione delle forniture. “Coop costruisce con i fornitori rapporti solidi e di lungo periodo; questo è possibile grazie a incontri, visite dirette, controlli di filiera; su questo presupposto anche le quotidiane attività di contrattazione, che si possono avvalere o meno dello strumento web, hanno basi più solide. L’uso del web è infatti un’altra modalità utilizzata da Coop per gli acquisti gestita però in modo assolutamente trasparente.
Coop utilizza una piattaforma web dove raccoglie gli elementi per poter valutare l’assegnazione delle forniture, ma senza automatismi basati sul prezzo; non assegniamo mai
in automatico la commessa al maggior ribasso, ma valutiamo sempre il miglior rapporto
qualità/prezzo dove si considerano oltre al prezzo anche gli altri aspetti legati alla fornitura,
come il servizio, l’affidabilità e la credibilità dell’offerente, nonché le caratteristiche e le
garanzie sul prodotto” spiega l’azienda, secondo cui “Utilizzare un portale condiviso on-line è utile per raccogliere le offerte del mercato in breve tempo e permettere una valutazione rapida delle stesse in termini qualitativi e di prezzo”.

Il sottocosto

Per quanto riguarda le vendite sottocosto “vi ricordiamo – scrive Coop – che sono sottoposte ad una legge che ne limita e regolamento l’utilizzo; come Coop la rispettiamo, non siamo sicuri che sia così per molti altri”. Di fatto, va detto che il sottocosto, seppur legale, viene spesso applicato dalla Gdo con una meccanismo fortemente penalizzante per i fornitori: Il grosso sconto deciso dalla grande distribuzione viene caricato in buona parte sulle loro tasche, senza che questi possano rifiutare, pena il rischio della perdita del rapporto commerciale.