Glifosato, la Francia ci ripensa e fa slittare la messa al bando

Il governo francese prende tempo per la messa al bando del glifosato. Prevista inizialmente per il 2022, il divieto di utilizzare l’erbicida è stato rimandato in attesa che vengano trovate alternative valide per il mondo agricolo. L’Assemblea nazionale ha, infatti, respinto una serie di emendamenti che prevedevano il divieto entro quella data a partire da quelli della commissione per lo sviluppo sostenibile dell’Assemblea e dall’ex ministro della PS Delphine Batho.

Un altro emendamento che prevedeva la scadenza del 1 maggio 2021, con possibili deroghe fino al 2023, è stato anch’esso respinto con 63 voti contrari a 20. È stato effettuato da Matthieu Orphelin (LREM), vicino al Ministro della transizione ecologica, Nicolas Hulot e cofirmato da una cinquantina di membri del gruppo di maggioranza.

A settembre 2017 mentre il dibattito in Europa sulla ri-autorizzazione del glifosato era in pieno svolgimento, il governo francese aveva annunciato l’intenzione di vietare l’erbicida entro il 2022 a prescindere dalla decisione europea. Oggi la retromarcia giustificata dal fatto che non sono ancora disponibili delle alternative altrettanto valide che tutelino il mondo agricolo. Per questo, il ministro ha proposto contestualmente ai parlamentari una “commissione per monitorare” i progressi della ricerca sulle alternative. Sullo sfondo della “controversia scientifica sulla sua pericolosità”, ha anche ritenuto necessario “approfondire la conoscenza” sul glifosato stesso, in vista del prossimo dibattito europeo.