Per Coldiretti i pesticidi nel prosecco valgono meno del glifosato nel grano canadese?

Non l’ha presa bene la Coldiretti di Treviso. La nostra inchiesta di copertina sul prosecco e sulla quantità di residui di pesticidi trovati nelle bottiglie più vendute in Italia, ha prodotto immediatamente reazioni, a dir poco scomposte, da parte dell’associazione degli agricoltori.

Pene per chi denigra il prosecco

È Walter Feltrin, presidente di Coldiretti Treviso a sparare ad alzo zero: “Continuare a sentir parlare della presenza di residui nel vino come fosse il peggior dei mali, quando sono

12 bottiglie di prosecco, le più vendute in Italia, analizzate dal numero in edicola del Salvagente. Volete saperne di più? Non perdete il numero

sotto la soglia consentita dalla legge, è davvero incredibile e dannoso. A questo fine l’ufficio legale di Coldiretti sta valutando se ci sono gli estremi per querelare per diffamazione. Se controllassimo residui ce ne sono in ogni cosa che maneggiamo, vestiamo, usiamo senza che questo costituisca un danno per la salute”.

Coldiretti arriva a chiedere pene per chi genera e diffonde fake news, pene per chi strumentalizza le notizie evidenziandone gli aspetti negativi, pene per chi procura allarmi ingiustificati tra i consumatori, pene per chi denigra il Prosecco e gli agricoltori.

Altro che fake news

Che i risultati di laboratorio (altro che fake news) pubblicati dal Salvagente non evidenzino un rischio per la salute è convinzione però poco condivisa. “Il problema è sempre il solito, le soglie sono costruite sulla singola molecola, sul singolo principio attivo, con un approccio piuttosto rudimentale rispetto ai problemi di tossicologia in generale”, commenta Celestino Panizza, dell’Associazione medici per l’ambiente (Isde Italia). E aggiunge: “Se una sostanza è interferente endocrina o cancerogena, di per sé, il fatto di trovare la molecola al di sotto della limiti massimi, quando è in associazione con altre molecole, non dà garanzia di sicurezza e salubrità”.

Il folpet meglio del glifosato?

Da parte nostra è davvero un peccato dover assistere alla reazione di chiusura di Coldiretti Treviso. Un passo indietro rispetto all’alleanza con i consumatori che l’organizzazione agricola ha costruito in questi anni.

La domanda a cui ci piacerebbe rispondesse il presidente Feltrin è questa: “Perché la sua associazione ha urlato in questi anni contro il glifosato contenuto nel grano canadese (sempre sotto i limiti di legge) e oggi invece assolve senza il minimo dubbio 7 pesticidi in una singola bottiglia di prosecco?”. Quale delle due è una fake news?

Più senso avrebbe avuto una posizione che spingesse verso un’agricoltura più pulita, magari chiedendo tempo, come ha fatto il presidente del Consorzio Prosecco Doc, Stefano Zanette da queste colonne.