Spreco alimentare, Fao: un terzo del cibo finisce nel cassonetto

Secondo la FAO ogni anno 1.300 milioni di tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura, un terzo della produzione totale. una statistica impressionante, che segnala come nel modello alimentare occidentale ci sia molto da rivedere. Come riporta El Pais, in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone, in Cina e in Australia, il più grande spreco di cibo avviene durante la distribuzione e nell’ultimo anello della catena, quello del consumatore: “compriamo più di quanto possiamo mangiare e spesso lasciamo che il cibo scada nel nostro frigorifero”.

Quasi la metà di ortofrutta buttata

Sotto accusa anche i sussidi alla produzione di alcuni prodotti che favoriscono un surplus che non viene nemmeno raccolto. Più simile a un colabrodo la catena alimentare dei paesi a basso reddito, dove la perdita di cibo si verifica praticamente in tutti i passaggi, dalla produzione allo stoccaggio o al trasporto, a causa di infrastrutture e tecnologie non all’altezza, oltre all’assenza di risorse. In Africa, 13 milioni di tonnellate di cereali vengono perse ogni anno durante le operazioni post-raccolta, il 15% della loro produzione totale. Dividendo i dati Fao per categoria, è possibile vedere come si spreca: il 20% di latticini; il 35% di pescato; il 20% di carne bovina; il 30% di cereali; il 45% di radici e tuberi; 45% di ortofrutta; il 22% di semi e legumi. E non solo di cibo spreacato, parla la Fao ma anche dell’energia buttate a causa delle perdite alimentari: rappresenterebbe più del 10% dell’energia totale consumata in tutto il mondo nella produzione alimentare.