Troppo poveri per le detrazioni, troppo “ricchi” per essere a carico

Carissimi del Salvagente, vi scrivo per un caso che vivo personalmente, ma che riguarda molte altre persone. Prendo spunto dagli articoli sui bonus pubblicati sul numero di dicembre 2017 per chiedervi come posso partecipare anch’io in modo completo.

Da quando mia moglie ha raggiunto la favolosa cifra di 225 (circa) euro al mese di pensione, avendo superato la quota minima di circa 2.800 euro annui, non posso più avere le detrazioni della moglie a carico; nello stesso tempo – non superando lei la cifra di 9.000 euro annui – è considerata incapiente e quindi non puo’ partecipare ad alcun beneficio.

Sia il bilocale che possediamo, sia il mutuo con il quale lo paghiamo sono intestanti a tutti e due e quindi posso detrarre solo il 50% di mia competenza della quota interessi passivi.

Lo stesso è già avvenuto per le spese condominiali soggette a bonus.

Ora, prima di gridare all’ingiustizia, chiedo a voi se c’è una possibilità, finora sfuggitami, di poter recuperare anche il 50% di mia moglie.

Sono sicuro, come già successo precedentemente in altre occasioni, che prendere atto di questa situazione (che coinvolge molte altre famiglie) e che, se una via c’è, me la saprete indicare.

Lettera firmata

Il nostro lettore, purtroppo, non ha altra possibilità che gridare – giustamente – all’ingiustizia. Come ci conferma Luca Napolitano del Caf Acli: “Purtroppo c’è poco da fare per il lettore. Se la moglie non è a carico – e al tempo stesso è incapiente – non c’è possibilità di recuperare le sue quote di detrazione. L’unica speranza cosa da augurarsi è che i legislatori si affrettino a stabilire per il coniuge a carico una soglia di reddito più alta rispetto agli attuali 2.840 euro annui”.