E se scegliessimo una baby sitter in condivisione?

Baby sitter, tate, saltuarie o fisse. Sono tante le famiglie che, impossibilitate a far coincidere i tempi del lavoro con quelli della famiglia e della cura, devono rivolgersi a figure di sostegno, quando non ci sono i nonni a potersi occupare dei piccoli. Come fidarsi, come scegliere la figura più adatta per i propri figli? In Italia stanno crescendo siti che offrono questo servizio e per superare la concorrenza, ancora temibile, del passaparola hanno importato una formula comune in Nord Europa: il baby sitter sharing: ci si mette assieme tra genitori e si dividono ore e costi del servizio.

Vuoi leggere l’intero servizio sui servizi domestici offerti sul web, su chi li offre e come sceglierli? Qui trovi il numero del Salvagente di marzo che proprio a questo argomento ha dedicato molte pagine

 

Rimane, però, lo scoglio della fiducia dei genitori nei confronti di una figura che non hanno sperimentato prima. Ne abbiamo parlato con Daniela Bucci, psicologa e psicoterapeuta che lavora anche con i bambini, utilizzando talvolta forme espressive come la danza, riflette sulle caratteristiche principali da cui farsi guidare.

Bucci, buon senso, feeling, passaparola… Come si sceglie una baby sitter?
La prima cosa da tenere in considerazione è che, quando interviene una figura esterna come la baby sitter, il primo problema, dal punto di vista strettamente psicologico, è quello della separazione che sia la mamma e il bimbo avvertono di cui bisogna essere consapevoli e fare in modo che sia il meno pesante possibile. Poi fondamentale è fidarsi perché la relazione che si deve instaurare funzioni al meglio.

È la mamma a doversi fidare?
Certamente, perché se la mamma non si fida del tutto della persona a cui deve affidare il proprio figlio, di certo anche il bambino avvertirà questa sensazione e la relazione non potrà essere del tutto positiva. Quindi, la fiducia della madre è basilare, sia per ciò che riguarda la gestione pratica del bambino, l’accudimento, ma anche per quanto concerne il feeling che si stabilisce. Ecco perché la scelta della baby sitter deve essere senz’altro influenzata da questi aspetti.

Cosa cambia se la baby sitter è saltuaria o fissa?
Dipende dai bambini: alcuni non fanno fatica, altri sì. Nel primo caso è evidente che sarebbe meglio, se anche si fa ricorso a una baby sitter saltuaria, a non cambiarla ogni volta. Spesso, da ciò che so, quando ci si rivolge a portali on line è più difficile avere questa garanzia.

Quali altri elementi sono importanti?
Di certo non deve scattare competizione tra la mamma e la baby sitter. A volte, soprattutto quando queste persone si trovano a passare più tempo con il bambino rispetto alla famiglia, accade. Noi, infatti, cerchiamo sempre di trasmettere alle mamme un messaggio fondamentale. E cioè che importante è la qualità del tempo che si riesce a dedicare ai figli, non tanto la quantità. Per entrare in questa condizione mentale, è necessario essere sereni e cercare di eliminare i sensi di colpa. Dall’altro lato, è anche fondamentale che le baby sitter non dettino le regole: mi è capitato di seguire un caso in cui si verificava questa dinamica e non è per niente sana.